50.000 firme in un paese che conta poco più di 5 milioni di abitanti non sono poche. Tante ne sono state raccolte in Finlandia per una legge di iniziativa popolare che chiede al governo di depenalizzare la cannabis, in uno Stato dove essa ancora equiparata alle droghe pesanti e dove il consumo può comportare teoricamente anche il carcere.

L’iniziativa, partita spontaneamente da un gruppo di cittadini, ha raccolto le firme necessarie in poche settimane e chiede la depenalizzazione totale del possesso di modiche quantità e dell’utilizzo di cannabis nonché della coltivazione di piante a evidente scopo di solo consumo personale.

Il parlamento finlandese in base alla costituzione sarà tenuto a discutere la proposta di legge e non è escluso che il governo dia il suo via libera all’iniziativa, visto che il premier Antti Rinne è stato eletto lo scorso giugno sulla base di un programma che al suo interno prevedeva anche modifiche alle politiche sulle droghe.

Attualmente la legge finlandese prevede la possibilità di infliggere vari tipi di pene ai consumatori di cannabis. Sebbene, di fatto, la carcerazione per il solo consumo nei luoghi pubblici, prevista dalla norma, non venga più comminata da diversi anni, rimangono pene piuttosto pesanti. Chi viene sorpreso a consumare cannabis riceve una multa e soprattutto riceve una segnalazione che di fatto impedisce l’accesso al lavoro in molti settori. Secondo un’inchiesta del quotidiano Kaleva, sono 60 i settori lavorativi dove i consumatori di cannabis vengono discriminati, a partire da tutti quelli a contatto con i minori, con i malati e relativi alla sicurezza stradale.

Una situazione che i cittadini finlandesi ora vogliono cambiare, chiedendo al Parlamento di legiferare finalmente per la fine della repressione dei consumatori.





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