Un mezzo passo avanti nella vecchia e conservatrice Inghilterra: secondo la direttiva emanata dal National Police Chiefs’ Council (Npcc, ente di coordinamento tra i corpi di polizia nazionali) gli agenti della polizia britannica non dovranno più arrestare in modo sistematico i consumatori di cannabis.

Questo non significa che non potranno più farlo, ma che d’ora in poi saranno invitati a valutare caso per caso. Secondo quanto spiegato ai media dal portavoce del Npcc Jason Harwin:«La risposta della polizia dovrà essere in grado di adattarsi alla situazione ed adottare un principio di proporzionalità». Secondo le linee guida, l’agente potrà decidere di arrestare il consumatore di cannabis, ma potrà anche optare per dare un semplice avvertimento, proporre un programma di trattamento o anche non fare nulla.

«Vi sono forti prove – ha continuato Jason Harvin –  che suggeriscono che raccomandare un trattamento di intervento precoce ai minorenni, invece di perseguirli penalmente, può essere più efficace e portare a conseguenze migliori sia per l’utente che per il sistema giudiziario».

Un passo avanti per nulla rivoluzionario, che è stato comunque sufficiente a scatenare le critiche dei proibizionisti. Il ministro dell’Interno del governo conservatore guidato da Theresa May, ha dichiarato che «i capi di polizia dovrebbero far applicare la legge e non interpretarla», mentre l’organizzazione antidroga National Drug Prevention Alliance ha accusato i vertici del Npcc di «mirare intenzionalmente all’indebolimento delle leggi sulle droghe».

La legge britannica sulla cannabis è una delle più punitive in Europa. Essa si basa ancora sul Drugs Act del 1971, pur modificato. Chi viene trovato in possesso anche di una solo spinello rischia una pena che può raggiungere i 5 anni di carcere. Solita­mente nelle prime due occa­sioni in cui si viene tro­vati in possesso di deri­vati c’è una segna­la­zione alla poli­zia e il seque­stro della sostanza, dal terzo fermo invece si va a processo. Fumare porta ancora automaticamente all’arresto in certe circostanze particolari, come il consumare cannabis in pubblico o esserne in possesso all’interno o nelle immediate vicinanze di locali destinati all’infanzia. Le pene per lo spaccio di cannabis possono raggiungere i 14 anni di carcere.

 





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