img1È opinione diffusa, confermata anche dalla maggioranza dei medici, che dalla nascita fino ai 18 anni, nel periodo più importante per lo sviluppo del corpo e dell’intelligenza dell’essere umano, il consumo di carne, latte e uova, ossia delle cosiddette proteine animali, sia assolutamente indispensabile.

L’autore di questo libro, un pediatra con alle spalle una lunga esperienza sul campo (oltre che tre figli), spiega invece come allo stato delle conoscenze scientifiche attuali, non solo sia possibile, ma vada sostenuta la scelta di un’alimentazione vegetariana nel bambino: non solo è compatibile con le indicazioni dei Larn (Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti), ma nei primi due-tre anni di vita dovrebbe essere l’alimentazione raccomandata, essendo la più fisiologica e quindi la più salutare.
Tale scelta avvierà anche il bambino su una strada di migliore costruzione di sé, consapevolezza e di più profonda relazione con la natura e gli altri animali.

Perché la scelta vegetariana è un investimento in “salute” per la società futura in proporzioni enormi, su cui dovrebbero riflettere i responsabili della salute pubblica.

Tratto da “Figli vegetariani” di Luciano Proietti, edizioni Sonda.





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