Da oggi, anche in Italia, la fibromialgia non è più una malattia “invisibile”. La Regione Emilia-Romagna è infatti il primo ente pubblico che ha creato un ampio documento per la diagnosi ed il trattamento della patologia spiegando che: «Verso il futuro lo sguardo che il gruppo di lavoro vuole proporre con il documento è rivolto a promuovere e incentivare la ricerca, in particolare sui cannabinoidi e sulle interazioni con l’alimentazione; unico modo concreto per rispondere adeguatamente ai bisogni dei pazienti, contrastando l’estrema proliferazione di fantomatiche cure che danneggiano la salute e il portafoglio delle persone con fibromialgia».

Le linee di indirizzo regionale offrono per la prima volta in Italia gli strumenti pratici per attuare i vari livelli di intervento, identificati in 3 step: educazione del paziente, trattamento non farmacologico, trattamento farmacologico se i primi due non risultano efficaci. «Siamo soddisfatti del lavoro portato a termine dal gruppo tecnico regionale e siamo certi che questo documento di indirizzo sia il primo passo verso il riconoscimento sostanziale dei diritti e dei bisogni dei pazienti con fibromialgia», ha concluso il direttore di Amrer Daniele Conti.





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