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Fedez – Il mio primo disco da venduto (recensione)

Fedez - Il mio primo disco da venduto (recensione)Parto da una considerazione ovvia: come tantissimi over 20, ho ascoltato questo disco di Fedez con un mucchio di pregiudizi.

I motivi sono tanti: in primo luogo il ragazzo è la perfetta rappresentazione del rap di oggi e a me il rap di oggi non è che piaccia granchè; in secondo luogo Fedez è il frutto dei tempi che corrono e io nei tempi che corrono non sempre mi sento a mio agio. Per giunta, ricordo quando in seguito a una recensione negativa Fedez aveva pubblicato su Facebook la foto del recensore, additandolo come omosessuale come se fosse uno sfregio, scatenando i “grande Fedez, cantagliene quattro a quel frocio” di quattro beceri e la cosa non ha certo contribuito a rendermelo simpatico (non potevo non scriverlo, scusate).

Fedez però non è uno stupido, ma tutt’altro; è un ragazzo che ha cervello, contenuti e un flow e una metrica decisamente interessanti. E’ tuttavia un rapper molto superficiale che spesso tratta alcuni temi in maniera semplicistica, complice anche la giovane età, ma approccia al microfono con una sicurezza importante, per un ragazzo che tutto sommato ha un background decisamente “selfmade”. Fedez in effetti è spesso l’alfiere del luogo comune, dei temi politici e impegnati trattati con evidente faciloneria, ma se posso permettermi, anche questo è lo specchio dei tempi, dato che questo presunto e superficiale interesse all’attualità è stata una delle mode del 2011, tra i giovani di questo paese.

Resta il fatto, però, che benché presenti i tratti di tutti i rapper più grossi d’Italia, da Fibra ai Dogo non sembra il clone di nessuno: è piuttosto stiloso, ha una tecnica in netto miglioramento ma allo stesso tempo ha tutte le caratteristiche che, un po’ per la solita invidia un po’ per altro lo rende inviso a buona parte delle “teste hip hop”. Cecchetto ha scommesso su di lui e questo è stato considerato un altro deterrente, ma l’occhio più lungo l’ha avuto Guè Pequeno, con “Tanta Roba”, che lo ha messo sotto contratto in fretta e furia e parla di lui come “un artista forte“, perché di artista forte si tratta, volente o nolente.

Si potrebbe discutere per delle ore su questi temi, senza trovare d’accordo tutti ed è proprio questo il bello, il motivo per investire su un ragazzo come questo, soprattutto in un’epoca come questa, negli anni dei social network e dei reality show. Seppur criticando ferocemente il mondo del JetSet, Fedez è il frutto degli stessi meccanismi che hanno portato gente come Surfa e infiniti altri a farsi un nome nella scena Hip Hop, il tutto grazie a un mezzo come internet, che lo ha portato ad essere visto come uno senza gavetta, a mio avviso immeritatamente, perché le skills ci sono.

Ma parliamo del disco adesso: “Il mio primo disco da venduto” è un album completo, di 21 tracce, che Fedez ha deciso di rilasciare completamente in free download. Il titolo è bellissimo; la divertente copertina rappresenta lo stesso artista mentre regala una bambola di sé stesso e questa ironia di per sé la dice già molto lunga su quanto sostenevo sopra: Fedez non è per niente uno stupido, anzi. Le tracce sono prodotte da alcuni tra i migliori produttori della scena hip hop italiana e i suoni sono ovviamente freschi, forse fin troppo e spaziano dalla dnb alla dance, passando per il punk rock del pezzo con J.Ax. E’ un disco rap che non suona nuovo e che ahimè, come tantissimi prodotti dell’ultimo periodo, si fa purtroppo ricordare per un utilizzo sfrenato e smodato dell’autotune. L’autotune sta letteralmente ammazzando i lavori degli artisti, rivoglio i ritornelli scratchati o qualche bella voce soul a fare i cori.

Ai featuring così tanti grossi nomi che non è il caso di elencarli, ma che rendono l’idea dell’hype posta sul personaggio. Alla fine il disco è quello che ci si aspetta, niente di più e niente di meno; un prodotto che va preso per quello che è e per il target che ha, che sicuramente non è il b-boy fiero fermo al 1996, ma uno sicuramente molto molto più giovane. Nel complesso Fedez si mostra per quello che è: un ragazzo sopravvalutato da chi lo segue e molto sottovalutato da chi lo odia. Un giusto compromesso potrebbe essere la giusta via, come in tutte le cose.

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Robert Pagano

TG DV


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