Il 28 agosto Extinction Rebellion (XR) ha protestato fuori dal quartier generale della ExxonMobil nel Regno Unito, a Leatherhead, per chiedere alla compagnia petrolifera di fermare un importante piano da 96 miliardi di dollari per l’apertura di nuovi giacimenti di petrolio e gas. I manifestanti hanno accusato la compagnia petrolifera di cercare, come altri big del settore, di mascherare la sua continua spinta verso una maggiore produzione di petrolio e gas dietro una campagna di “greenwashing”.

La ExxonMobil prevede di investire 167 miliardi di dollari in nuovi giacimenti di petrolio e gas nei prossimi 10 anni nonostante la crescente crisi climatica, a fronte di appena 9 miliardi di dollari spesi dal gigante del petrolio a partire dal 2000 per lo sviluppo e l’impiego di tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Kirsty Ankiewicz, una graphic designer che vive a Epsom nel Regno Unito, ha detto: “Per il bene dei miei figli e per il bene dei vostri, non si può permettere che aziende come la ExxonMobil distruggano ciò che resta del nostro bel pianeta”.

Marion Tucker, 65 anni, analista aziendale in pensione di Woking, ha aggiunto: “La ExxonMobil ha consapevolmente sfruttato e distrutto il pianeta contribuendo direttamente all’emergenza climatica e all’estinzione di massa delle specie per decenni. Non si può permettere che questo continui”.

Un altro attivista di Extinction Rebellion, John Gee, 45 anni, orticoltore di Leatherhead, ha dichiarato: “Il cambiamento climatico sta già adesso rendendo più difficile la produzione di cibo per gli agricoltori. È ora che gli azionisti della Exxon si rendano conto che non possono mangiare denaro. Il mondo sta cambiando e un numero crescente di persone vuole delle azioni urgenti per l’emergenza climatica ed ecologica”.

I manifestanti di XR hanno quindi chiesto all’azienda di fermare i suoi spericolati e continui investimenti in nuovi giacimenti di petrolio e gas, di riorientare il business e investire nel settore dell’energia pulita.

I dimostranti hanno appeso striscioni e cartelli sui cancelli della sede aziendale, insieme a nastri di avvertimento “Climate Crime Scene” e hanno consegnato tramite una guardia di sicurezza una lettera indirizzata al consiglio di amministrazione della Exxon intimando alla multinazionale di “fare la cosa giusta”. Hanno anche appeso enormi striscioni sui principali ponti stradali e autostradali per annunciare le loro proteste che si svolgeranno in Parliament Square a Londra a partire dal 1° settembre.

Quest’ultima rivolta nazionale di XR – soprannominata Rebel for Life (Ribellione per la Vita)- vedrà due settimane di disobbedienza civile di massa a Londra e in tutto il Regno Unito, per chiedere ai parlamentari e al governo di sostenere il Climate and Ecological Emergency Bill e istituire un’Assemblea Nazionale dei Cittadini.

Sarah Clayton, 67 anni, madre e residente a Epsom, ha concluso: “Per decenni Exxon è stato uno dei principali oppositori dell’azione sul clima. È una tragedia per il futuro della vita sulla Terra che le compagnie petrolifere abbiano così a lungo non solo ignorato la scienza, ma fatto tutto il possibile per incrementare le vendite di combustibili fossili”.

Fonte: Pressenza





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