Per chi è appassionato di montagna e di gialli questo documentario non è un’opzione, va semplicemente visto. Everest: Missione fatale cerca di fornire una risposta a uno dei quesiti irrisolti dell’alpinismo: cosa accadde ai britannici George Malory e Andrew Irvine, mai rientrati dalla prima spedizione sulla vetta più alta del mondo?

Il film, voluto e girato dal fotografo di Renan Ozturk e dal giornalista Mark Synnott, segue le ricerche condotte nella primavera 2019 da un team di scalatori professionisti intenzionati a ripercorrere le tracce dei due, scomparsi l’8 giugno 1924 mentre tentavano di raggiungere per primi la vetta dell’Everest dal versante Nord. Sir Francis Younghusband, che ha promosso le prime spedizioni all’Everest, ricorda così Mallory: «Delle due alternative (tornare sconfitto o morire), quest’ultima era per Mallory la più facile. La tortura della prima possibilità sarebbe stata maggiore di quanto egli avrebbe potuto sopportare».

Quando nel 1953 i britannici Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay raggiunsero per primi la vetta non dimenticarono i colleghi: «Inevitabilmente rivolsi i miei pensieri a Mallory e Irvine e con ben poche speranze cercai qualche segno della loro presenza sulla vetta, ma non trovai nulla». Ci piace pensare che su quella vetta, in realtà, in quel momento fossero in quattro.





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