In Etiopia il 29 luglio 2019 sono stati piantati 350 milioni di alberi in 24 ore.

È stata un’iniziativa del primo ministro, Abiy Ahmed, che è stata seguita da studenti, agricoltori, ambientalisti, professionisti e pure da rappresentanti stranieri. L’idea di Abiy Ahmed è di piantare 4.7 miliardi di alberi entro ottobre per combattere i cambiamenti climatici.

Ma è davvero possibile piantare 350 milioni di alberi in un giorno? Quanta terra è stata usata, e dove? Alcuni suggeriscono si sia trattato di una mossa politica per sviare l’attenzione dalle varie lotte interne che hanno creato 2.5 milioni di profughi.

All’inizio del 1900 circa un terzo dell’Etiopia era coperto da foreste ma adesso siamo a meno del 4%, un declino fortissimo. Nel frattempo la popolazione è cresciuta da 20 milioni nel 1960 a 100 milioni. Ovviamente tutto questo porta se sempre più richiesta di terre arabili e di legname, portando alla devastazione della foresta.

Dal 1990 al 2015, l’Etiopia ha perso 2.6 milioni di ettari di foresta secondo lo United Nations’ Food and Agriculture Agency e ora è attiva nel prevenire ulteriore deforestazione oltre che promuovere iniziative per piantare nuovi alberi.

Anche l’India e la Cina hanno deciso di riforestarsi per recuperare habitat e contrastare l’erosione.

Sulla terra ci sono circa 900 milioni di ettari di terra, un’area grande tanto quanto gli USA, che non sono usati dall’uomo e che potrebbero essere riforestati: secondo gli studiosi dell’ETH di Zurigo, se piantassimo alberi in tutta quell’area circa i due terzi della CO2 prodotta dall’uomo dalla rivoluzione industriale ad oggi potrebbe essere riassorbita.

Il potere di un albero, eh?





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