16722828_1276053769141006_3644860406869568836_oQuasi duecento assassinii, un’infinità di feriti, stupri e saccheggi. Intere città sconvolte per più di una settimana.
E’ questo il bilancio dello sciopero della polizia nello stato brasiliano di Espiritu Santo.

Ritardi nel pagamento dei salari e richieste di miglioramenti contrattuali hanno visto le forze dell’ordine consegnarsi nelle caserme e rifiutare di scendere in servizio per le strade. Tanto è bastato per scatenare la giungla.

Orde di miserabili provenienti dalle parti più povere dello stato hanno regolato i conti, assaltato negozi e supermercati, assassinato, ferito e violato. Decine di migliaia di famiglie sono state costrette a barricarsi in casa fino a quando non è intervenuto in forze l’esercito.

Non è la prima volta che ciò accade in terra brasiliana. Anzi, è la regola. Ogni volta che c’è uno sciopero della polizia, il sistema e la società collassano. Ma non se ne parla…

Il Brasile è la patria del neoliberismo più sfrenato e di immense diseguaglianze. Una società che si tiene in piedi solo con la minaccia della forza. Se questa viene a mancare, è il caos più totale. Le cittadelle dei ricchi sono autentici fortilizi dove le spese di condominio spesso superano quelle per mutui o affitti. Il portierato infatti è fatto di più uomini armati presenti 24 ore su 24. Fare impresa significa entrare nel mirino di sequestratori e criminali di ogni tipo.

Il modello economico imperante nel mondo, il nostro presente e futuro, costruisce società non solo ingiuste, ma violentissime ed altamente instabili. Società di guerra civile permanente. Espiritu Santo ne è la conferma, l’ennesima, ma viene taciuta.

brasile





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