La prigione di Nantes venne costruita nel 1869 non lontano dal centro della località francese da cui prende il nome, famosa per l’abbondanza di corsi d’acqua e fiumi che la attraversano quali la Loira, l’Erdre e la Sèvre.

Questo vecchio carcere è dal 2012 in stato di completo abbandono e destinato a divenire un cumulo di macerie entro la fine dell’anno per lasciare spazio alla costruzione di un nuovo complesso residenziale. Tuttavia, grazie all’iniziativa dell’associazione “Pick-Up”, impegnata nella diffusione della cultura hip-hop in Francia, la prigione è stata trasformata in una immensa galleria d’arte effimera che ospita i lavori di dieci artisti di strada sul tema dell’universo carcerario.

L’esposizione è intitolata “Entrata libera” ed è stata realizzata nell’arco di 17 giorni, periodo nel quale ogni artista ha espresso con stile proprio i differenti stati d’animo del carcerato spaziando tra angoscia, dolore, caos, redenzione e tormento.
Il graffito di due detenuti che lottano col coltello stretto in pugno e realizzato sulla parete esterna alla struttura, accoglie bruscamente il visitatore catapultandolo senza mezzi termini nel mondo crudo e promiscuo delle carceri. «Rappresentare degnamente le lotte contro i demoni nelle lunghe notti insonni non è stato facile», dice l’artista francese Katjastroph: «Per comprendere la privazione della libertà, occorre moltiplicare i sentimenti e portarli all’estremo».

I colori vividi e intensi conferiscono ai lavori una forte carica emotiva, per un’esperienza descritta da molti come toccante e difficile da dimenticare, utile anche per confrontare l’immaginario con la realtà delle cose. Per chi volesse visitare la struttura c’è ancora qualche mese di tempo.

 





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