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L’ENEA è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Secondo il centro ricerche ENEA di Brindisi, che ha portato avanti il progetto EFFEDIL, la canapa come isolante «migliora l’isolamento termico del laterizio, attenuando di circa il 30% il flusso termico e diminuendo del 20% la trasmittanza termica».

Il punto da cui partire è che costruire e riqualificare in modo sostenibile potrebbe far risparmiare il 50% di energia che oggi viene sprecata. In questo contesto gli edifici svolgono un ruolo chiave in quanto sono responsabili di buona parte del consumo energetico nazionale: secondo studi ENEA, infatti, i consumi energetici nelle abitazioni in Italia sono responsabili del 45% delle emissioni di CO2.

In particolare nelle aree del Mediterraneo a clima caldo temperato, secondo l’ENEA anche grazie alla canapa è oggi possibile costruire edifici sostenibili ed efficienti, riducendo i consumi degli impianti di climatizzazione. Per questo motivo il centro ricerche ENEA di Brindisi nell’ambito del progetto EFFEDIL ha realizzato test su pareti “imbottite” di canapa che hanno dimostrato un miglioramento delle prestazioni energetiche rispetto a pareti di solo laterizio senza isolante.

«Con questo studio – spiega la dottoressa Patrizia Aversa dell’ENEA – abbiamo potuto verificare che la canapa migliora l’isolamento termico del laterizio, attenuando di circa il 30% il flusso termico, ossia la quantità di calore che passa attraverso un materiale in un dato momento, e diminuendo del 20% la trasmittanza termica, vale a dire la facilità con cui un materiale si lascia attraversare dal calore. Inoltre la canapa ha una buona permeabilità al vapore acqueo, permettendo così di evitare la formazione di condensa».

Secondo la dottoressa Vincenza Luprano, sempre dell’ENEA: «Grazie al progetto Effedil oggi sappiamo che la canapa è un ottimo materiale per il suo potenziale di isolamento termico e per costruire edifici sempre più sostenibili in un’ottica di economia circolare, anche per l’ampia disponibilità sul territorio pugliese e per l’impatto sull’ambiente del ciclo produzione-utilizzo-dismissione».

«Credo che la ricerca», ha raccontato la dottoressa Luprano a Canapaindustriale.it, «si debba spingere sempre di più nel cercare di rendere i cicli produttivi, anche nel settore edile, più sostenibili. Inoltre è quanto mai importante procedere con la riqualificazione edilizia dei nostri edifici anni 50-60 che sono dei veri e proprio colabrodo dal punto di vista energetico. Non abbiamo alternative se vogliamo preservare il nostro pianeta da un eccessivo inquinamento. Sicuramente l’uso di materiali vegetali in edilizia può aiutare molto questo processo nell’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla culla alla dismissione».

E, mentre la la canapa cresce rigogliosa dal nord al sud del nostro Paese, che, come ricordiamo spesso, è stato fino agli anni ’50 il secondo produttore al mondo di canapa, l’ENEA si pone l’obiettivo di «creare una rete tra istituzioni, università, piccole e medie imprese locali e agricoltori, per aumentare il numero di occupati nella nostra terra e per migliorare la qualità della vita in maniera sostenibile».

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