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Elezioni politiche e prospettive di legalizzazione

La cannabis è un tema caro a milioni di consumatori, coltivatori e milioni di persone più in generale che hanno capito come una regolamentazione del mercato sia vantaggiosa dal punto di vista sociale ed economico. Ecco le posizioni dei principali partiti in vista delle elezioni

In Italia, quella di consumare cannabis, è un’abitudine ben radicata che coinvolge circa il 10% della popolazione. I dati confermano che la cannabis è la sostanza illegale più utilizzata nel nostro Paese: secondo stime ISTAT ne fanno uso, mediamente, il 9.8% degli italiani; ossia 6,1 milioni di persone.
La percentuale raggiunge il 27% se ad essere esaminata è esclusivamente la fascia d’età tra i 15 e i 19 anni. Accade dunque che, 1 studente su 3, fa illegalmente uso di cannabis; quindi entra in contatto con spacciatori che gli proporranno altre droghe, ed acquista illimitatamente prodotti privi di qualsiasi garanzia in merito alla qualità.
Ciò accade da oltre 30 anni, nonostante l’imposizione proibizionista e la pressante criminalizzazione dei consumatori di cannabis.

diversi politici in primo piano con la canapa sullo sfondo

Da quando iniziò la War on Drugs italiana, migliaia di persone sono finite penalmente nei guai, intasando i tribunali e andando a gravare sul sovraffollamento carcerario. Volendo quantificare il danno prodotto dal proibizionismo, oltre che in costi umani, in termini economici possiamo dire che l’Italia spende ogni anno tra carceri, operazioni di polizia e tribunali, oltre 1,5 miliardi di euro.
Inoltre il Dipartimento Politiche Antidroga, nella Relazione annuale al Parlamento sullo Stato delle Tossicodipendenze in Italia, calcola un valore pari a circa l’1% del Pil nazionale il peso delle attività legate agli stupefacenti in mano alla criminalità organizzata (circa 15 miliardi di euro).

Eppure in Italia non è mai iniziato un vero dibattito sull’argomento, e le posizioni ideologiche hanno avuto la meglio sulla logica, nonostante anche la Direziona Nazionale Antimafia si sia espressa a favore della legalizzazione. Non si è trovato il coraggio per applicare una soluzione vera, finalizzata a limitare il consumo di droghe soprattutto tra i più giovani, ed eliminare i tanti problemi derivati dal proibizionismo, a partire da quelli relativi alla cannabis terapeutica. Infatti, per chi si cura con la cannabis, farsela prescrivere e reperirla è ancora oggi un’impresa: anche se molte cose sono cambiate, sono ancora pochissimi i medici che la prescrivono; a questo va aggiunta la scarsa reperibilità in farmacia. Eppure qualsiasi medico, su ricetta bianca, potrebbe prescriverla; e si potrebbero autorizzare più aziende per la produzione di cannabis medica. Invece capita periodicamente che un malato in cura con cannabis debba sospendere il piano terapeutico per mancanza di farmaco; o perché non può permettersela.

ELEZIONI E CANNABIS: LE POSIZIONI DELLA DESTRA

Nelle ultime 3 legislature, l’argomento legalizzazione è stato abbracciato da più partiti, tra cui ricordiamo i Radicali, il Movimento 5 Stelle, il PD, ed altri prevalentemente di sinistra; ma non siamo mai riusciti a concludere nulla, anche quando ci siamo trovati ad un soffio dalla vittoria.
Anche tra esponenti della destra, qualcuno timidamente ha iniziato a rivedere le proprie posizioni in merito soprattutto alla cannabis terapeutica; mentre i leader restano assolutamente contrari. Per chiarire le varie posizioni, Berlusconi rimane dell’idea che: «Legalizzare la cannabis trasformando l’uso di droga in un comportamento socialmente accettato ed accettabile, mi sembra un grave errore, culturale prima che giuridico. La droga, anche quella leggera, è il contrario della libertà, e aggiungo della dignità della persona».

Salvini, dal canto suo, dichiara: «Sono personalmente contrario! Sarei per la legalizzazione e la regolamentazione della prostituzione, perché fino a prova contraria il sesso non fa male, la cannabis sì. Se poi i medici dicono che serve per curare… Per carità di Dio, ma come svago assolutamente no!».

La Meloni invece afferma fiera: «Fratelli d’Italia ha votato contro la proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso terapeutico perché i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo».

Se quindi la destra è da sempre contraria alla legalizzazione e anzi propone leggi che favoriscono la cosiddetta Guerra alla droga e in generale l’atteggiamento repressivo invece che quello educativo e informativo, i partiti progressisti tornano ad utilizzare la cannabis come tema elettorale.

I PARTITI CHE APRONO AD UNA REGOLAMENTAZIONE

Tra i sostenitori della legalizzazione in prima fila troviamo +Europa che, anche nel programma elettorale, mette per inscritto: «Promuoviamo strategie di legalizzazione e regolamentazione dell’uso delle droghe in un’ottica di riduzione del danno sul consumo personale, nel nome della libertà individuale, della lotta alla criminalità e del contrasto ai profitti delle narco-mafie, della tutela della salute pubblica, della libertà di accesso alle cure e della libertà di ricerca sull’uso medico e scientifico di tali sostanze».

Altri partiti, come Possibile e Potere al Popolo, sostengono la legalizzazione nei loro programmi, ed anche Enrico Letta, segretario del PD, ha dichiarato: «Nell’ambito delle politiche di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, riteniamo sia arrivato il momento di legalizzare l’autoproduzione di cannabis per uso personale e fare in modo che la cannabis terapeutica sia effettivamente garantita ai pazienti che ne hanno bisogno».

lista dei partiti che appoggiano la coltivazione domesticaAnche Verdi e Sinistra Italiana, che fanno parte della coalizione con il PD, nel presentare il programma della lista hanno inserito la legalizzazione della cannabis e la creazione di vere e proprie filiere dal punto di vista della canapa industriale per rilanciare l’economia italiana. E infine anche il M5S, che ha presentato il programma che prende il nome di “Dalla parte giusta”, ha inserito la cannabis prevedendo una riforma che punta alla regolamentazione della coltivazione della cannabis per uso personale.

Leggere di cannabis nei programmi elettorali, dovrebbe essere un evidente segnale di avvicinamento alla regolamentazione del possesso, del consumo, ma anche della produzione di questo fiore illogicamente vietato: ma potrebbe essere mera propaganda.

Noi antiproibizionisti siamo molto delusi da come sono andate le cose in questi anni: siamo stati più volte ad un passo dalla legalizzazione, ma di fatto non abbiamo raggiunto nessun risultato, se non piccoli cambiamenti poco significativi.

A questo punto è logico chiedersi: un governo formato da una maggioranza antiproibizionista potrebbe davvero portare ad un cambiamento voluto dalla maggioranza del popolo?
L’Italia aderirà all’iniziativa presa da Germania, Lussemburgo, Olanda e Malta che, lo scorso luglio, si sono riunite per discutere di legalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis?
E, se invece, venisse eletta una maggioranza di proibizionisti?

Domande a cui darà risposta il tempo; anche se sappiamo che tutto dipende dall’intelligenza e dalle capacità di chi verrà eletto.

Non ci resta che andare a votare e sperare, ma continuando a lottare.

TG DV


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