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Verso la metà degli anni ’90, Roma era l’epicentro della scena Illegal Rave italiana. Diversi gruppi facenti riferimento all’area antagonista capitolina si aggiravano per la periferia della capitale in cerca di fabbriche dismesse ed aree abbandonate, da occupare per una notte a suon di Techno.

Proprio nello stesso periodo, dopo che in Inghilterra fu approvato il “Criminal Justice Act”, che aumentava i poteri della polizia nei confronti delle varie sottoculture presenti nel Regno Unito, gli SPIRAL TRIBE, processati ed in seguito assolti per “i fatti di Castlemorton”, lasciarono la loro isola per girovagare e fare proseliti nel resto del Vecchio Continente. Se nei diversi paesi, ove si fermarono per organizzare party, Francia, Germania, Olanda, Austria furono i precursori incontrastati, con altrettante tribe nate proprio dopo il loro passaggio, in Italia, ed in particolare a Roma, si trovarono di fronte un movimento florido e attivo e, anche se dal background totalmente diverso, sempre scaturito dal mondo underground.

Furono proprio le differenze insite nelle due diverse realtà, quella romana, più politicizzata, con contatti sul territorio e proveniente dai centri sociali, e quella degli Spiral, traveller e con un’attitudine totalmente anarchica e autoreferenziale, che portarono l’inevitabile scontro a livelli elevati. Il fatto che entrambi i gruppi organizzassero rave autogestiti, ma con un approccio totalmente diverso gli uni dagli altri, non fece altro che esasperare la già forzata convivenza sullo stesso territorio. Dopo diversi mesi di tensioni e vari boicottaggi, quindi, la situazione degenerò.

Il 25 dicembre del 1995, la scena romana si unì per dar vita ad un festone per celebrare i “2 anni di disordini metropolitani”, facendo esplicito riferimento all’anniversario del primo ILLEGAL RAVE organizzato il 25 dicembre del 1993. La location scelta per questa commemorazione era in quel di Castel Romano, luogo destinato a far parlare di sé in un futuro non proprio roseo e a diventare un simbolo negativo per il mondo dei free party, per quello che sarebbe successo in seguito nei dintorni di questa località.

Già dalla scelta del posto, ci furono i primi scazzi, visto che gli Spiral, esattamente la settimana seguente, avrebbero dovuto organizzare il mega raduno che sarebbe passato alla storia con il nome di “CROSSOVER”. Volevano esser loro a sverginare l’area con il loro evento. Per la festa del 25 dicembre, i ravers romani affittarono un generatore proprio dagli inglesi, visto la convenienza economica, l’elevato numero di kw del gruppo e lo sbattimento minimo per averlo, saltando tutto l’iter burocratico di un eventuale service; ma la beffa era nell’aria. Dopo pochissimo tempo dall’inizio del party, il generatore “stranamente” si inceppò, smettendo di funzionare. Gli addetti alla manutenzione ovviamente erano coloro che lo avevano dato in affitto, profondi conoscitori dei loro mezzi. Ci fu messo dello zucchero o della farina, non ricordo con precisione cosa causò l’impossibilità dell’uso durante quella notte. Ma stranamente, dopo una semplice pulizia praticata in seguito, il dispositivo si riaccese come per magia.

Insomma, niente di serio, visto che, appena una settimana dopo, avrebbe dovuto funzionare al 100%. Ovviamente questo fece salire la tensione alle stelle, e dopo lo sgradevole episodio, immaginate il nervosismo e l’amarezza da parte della scena romana, si arrivò al 31 dicembre 1995 in un clima piuttosto teso. Prima di mezzanotte scoppiò una maxi rissa alla sottoscrizione e fu proprio una fortuna che, in quel caso, non si arrivò alla tragedia. Non solo ci furono varie scazzottate, spintoni e testate, venne rotto il naso ad una ragazza di Hard Raptus, ma ad un certo punto fecero la loro comparsa, catene, mazze chiodate e, udite udite, anche una pistola, che veniva smanettata proprio in mezzo a quel gran casino.

Come detto sopra, fortunatamente il tutto si concluse soltanto con qualche contuso, ma visto le premesse, si sarebbe potuto arrivare a molto peggio. Dopo questo pessimo inizio, il party prese a crescere di forza propria, e ancora oggi è ricordato come una delle più potenti feste mai realizzate nella scena techno traveller di tutti i tempi. Furono allestite due sale, una delle quali con un palco auto-costruito dove suonarono diverse band antagoniste, con un certo seguito nel circuito punk-traveller inglese, primi fra tutti i “2000 D.S.”. Poi c’era la “MUTOID WASTE COMPANY”, che diede vita a diverse performance veramente suggestive. Fra i sound system presenti, ovviamente SPIRAL TRIBE al completo, poi i BEDLAM e qualcun altro sempre dalla U.K.. Quel party segnò uno spartiacque così profondo, che ancora oggi è citato per essere stato responsabile della nascita nella scena di gran parte dei sound system e delle tribe italiane che vennero in seguito.

Gli inglesi, in sostanza, furono i portatori di una nuova “way of life”, seppur chiusa e poco accessibile a chi non era come loro. Il fascino che trasudava da questi pirati dell’era moderna, che vivevano girovagando per l’Europa a bordo di mezzi ai limiti della fantascienza, con branchi di cani al seguito, con i loro codici criptici e la loro immagine senza compromessi, era così potente da esercitare un’ascendente profondo sulle giovani menti autoctone che incrociavano il loro percorso. Per non parlare della musica, delle feste e di tutto quello che riuscivano a far girare nei loro party.

Con la presa di coscienza di questo mondo, non furono pochi coloro che scelsero la via del nomadismo come risposta ad un vivere senza compromessi, non scontrandosi con la società frontalmente, ma scegliendone i margini, cercando di essere più possibile outsider, considerando che ciò che più teme il sistema è l’impossibilità di avviluppare l’individuo nei suoi stringenti tentacoli, l’impossibilità di esercitare su di lui il proprio controllo attraverso un domicilio, un lavoro o con altre coercizioni dell’era contemporanea. Non dimenticherò mai le varie scritte sui muri presenti, in quegli anni, nei vari capannoni, che facevano da set alle nostre feste techno-pagane. Prime fra tutte, le seguenti:”CONTRO LA STRATEGIA DEL CONTROLLO, PRATICARE NOMADISMO!!!” e “BEN VENGA IL KAOS, VISTO CHE L’ ORDINE NON HA FUNZIONATO!”

Note: *traccia storica del famigerato dj LORY D, molto in voga nei primissimi anni degli illegal rave romani.

Alessandro Kola

 





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