cobra indiano

La rivista Substance Abuse ha riportato due casi di persone che utilizzano i morsi di serpenti velenosi per ottenere effetti psicoattivi.

Ecco il primo caso: “Mr. PKD, un maschio di 52 anni, sposato con una storia di consumo di sostanze negli ultimi 34 anni iniziò a bere alcol all’età di 18 anni e nel corso degli anni ha aggiunto cannabis, benzodiazepine, oppiacei, in periodi di tempo diversi e in varie combinazioni per produrre gli effetti desiderati…

Due mesi prima di contattare il nostro centro, il paziente apprese degli effetti inebrianti del veleno di serpente attraverso alcuni dei suoi amici e, come riferito dal paziente, decise di provare per “sperimentare l’effetto di una sostanza che ancora non conosceva”. Con l’aiuto di incantatori di serpenti nomadi in India, il paziente si è sottoposto due volte al morso di serpenti sul suo avambraccio sinistro in un periodo di 15 giorni. Non vi era alcuna lesione dei tessuti locali nel sito del morso, a parte i segni del morso stesso.

Il paziente ha descritto una sensazione di vertigine e offuscamento della vista seguita da una intensa eccitazione e dal senso di benessere della durata di poche ore; uno stato più intenso di eccitazione di quello che otteneva con iniezioni di pentazocina. Il paziente non era in grado di identificare i serpenti utilizzati, ma era in apprensione a riguardo dei rischi insiti nella sua azione.

L’altro caso riguarda un uomo che “si è sottoposto all’essere morso una volta sul suo piede sinistro da un piccolo cobra indiano (Naja naja). Il paziente ha descritto l’esperienza come un blackout associato ad un senso di benessere, letargia e sonnolenza”.

www.mindhacks.com

 





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