Sono trascorsi appena 8 mesi da quando il Canada ha legalizzato l’uso ludico della cannabis, divenendo il primo paese del G7 ad adottare tale misura. In questo lasso di tempo l’istituto di statistica del paese nordamericano si è occupato di raccogliere i dati provenienti dalle varie provincie e pochi giorni fa ha pubblicato un rapporto in cui vengono divulgati i dati relativi al gettito fiscale generato dall’industria nei primi 5 mesi e mezzo di legalizzazione, quindi dal 17 ottobre scorso al 31 marzo di quest’anno.

Secondo lo studio, le tasse prodotte sono 186 milioni di dollari canadesi (139 americani) di cui il 75% (circa 132 milioni) va alle provincie e il restante 25% (54 milioni) al governo federale. In Canada ogni provincia ha autonomia decisionale per quanto riguarda l’implementazione della legalizzazione e l’aliquota delle imposte sulle vendite: per esempio in alcune provincie le tasse sono il 5% mentre in altre arrivano fino al 15%. A queste vanno poi sommate le accise (variabili) così come avviene per altri beni speciali come l’alcol e il carburante.

Dallo studio statistico emerge anche un altro dato significativo, ovvero che il mercato nero possiede ancora una fetta delle vendite globali di cannabis prossima al 50%. Il motivo è da ricercarsi nel prezzo di vendita: il grammo nel mercato nero costa oltre il 30% in meno rispetto al prodotto tassato, quindi 6,5 dollari contro i 10 dell’erba legale. In ogni caso, le tasse canadesi sulla cannabis sono minori rispetto a quelle degli stati americani come la California, per cui è ragionevole pensare che nel medio termine in Canada il mercato legale sostituirà quello clandestino.





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