Chiunque abbia mai coltivato cannabis conosce sicuramente Ed Rosenthal, noto anche con lo pseudonimo “The guru of ganja”. Intere generazioni di coltivatori dagli anni ‘80 ad oggi hanno acquisito molte informazioni preziose sulla coltivazione grazie ai suoi libri o alla sua famosa colonna “Ask Ed”, apparsa inizialmente su “High Times” e adesso pubblicata su varie riviste internazionali. In sostanza si tratta di uno spazio in cui l’indiscusso guru risponde alle domande specifiche sulla coltivazione dei suoi lettori e considerata la scarsità di informazioni, soprattutto in passato, è diventato nel tempo uno strumento fondamentale per molti grower appassionati in cerca di informazioni tecniche. 
Rosenthal è considerato il più grande esperto mondiale di coltivazione e breeding e nonostante i suoi 75 anni continua a regalarci informazioni e conoscenze. Entro la fine di marzo sarà disponibile anche il suo nuovo libro, “Ask Ed: Marijuana Success: Tips and Advice for Gardening Year-Round”.

Il nuovo libro raccoglie articoli, esperimenti, esperienze per la coltivazione indoor e outdoor e tecniche per aumentare le prestazioni e l’efficienza. È adatto a tutti i grower, qualunque sia il livello?
Certo! Tutti gli articoli sono utili ai coltivatori interessati a migliorarsi. Molti di questi contengono informazioni rilevanti per i coltivatori professionisti, altri, pensati per i grower alle prime armi, li ho realizzati chiedendo a diverse aziende di sementi di suggerire delle varietà facili da coltivare e anche piacevoli. Quindi ogni grower, qualunque sia il livello, troverà informazioni che potrà adattare alla propria coltivazione, professionale o meno.

Possiamo definire il libro come la versione aggiornata di “Marijuana Question? Ask Ed” uscito nel 1987?
“Marijuana Question? Ask Ed” è una raccolta di domande prese dalla rubrica “Ask Ed”. Tuttavia, questo libro non viene più ristampato perché alcune delle informazioni risultano datate: oggi esistono strumenti e metodi più recenti e affidabili. 
Questo nuovo libro è una raccolta di articoli su differenti tecniche sia per piccole che per grandi coltivazioni. Ci sono anche alcuni capitoli sulle domande più recenti prese della rubrica “Ask Ed”, selezionate perché contribuiscono ad arricchire gli esempi nei capitoli principali, ma non è incentrato solo su queste.

“Ask Ed” è un format che porti avanti da quasi 40 anni…

Molti grower in questi anni mi hanno detto che Ask Ed era la prima cosa che andavano a cercare in ogni nuovo numero di “High Times”. Questo accadeva prima dell’avvento di Internet, in quel periodo per i coltivatori la rubrica era un modo per condividere i propri problemi e, ogni tanto, le proprie idee. Le domande che vengono scelte per la rubrica sono quelle che possono essere interessanti per molti grower, non solo per chi pone la domanda. Questo è ciò che la rende così coinvolgente.

Qual è l’errore più comune tra i grower?
Quello di cercare di fare troppo. È fondamentale iniziare in piccolo ed espandere il giardino solo dopo aver acquisito una maggiore conoscenza della pianta.

Sappiamo che collabori anche con la Oaksterdam University. Cosa insegni?
Sì, sin dalla fondazione della scuola ho partecipato sia come sostenitore che come docente occasionale. Insegno orticoltura e sono lieto che il mio libro “Marijuana Grower’s Handbook” sia tra i libri di testo richiesti e utilizzati.
Inoltre la stessa Oaksterdam University si occupa di reclutare nuovi studenti e offrire loro un programma completo di informazione relativo all’industria della cannabis.

Essendo uno dei maggiori esperti mondiali nel settore della cannabis viaggi spesso tra Europa e Stati Uniti, quali differenze hai notato tra i due continenti?

Per molti anni l’Olanda e poi la Spagna sono stati porti franchi per i venditori di semi e per la conservazione genetica. Questa tendenza è cambiata molto negli ultimi 15 anni poiché con l’apertura dei nuovi mercati, come quelli americani, il breeding e la produzione di semi si sono diffusi negli Stati Uniti e in altri paesi togliendo il primato all’Europa.

Grazie all’innovazione anche le seedbank di tutto il mondo si rinnovano presentando sempre nuove genetiche, credi che tutti questi ibridi possano contribuire alla perdita delle genetiche pure?
Con l’ampliarsi delle produzioni i coltivatori hanno avuto una scelta più ampia di varietà. Il grande problema è che le landrace (varietà autoctone, ndr) nei loro paesi nativi sono state compromesse dall’inter-breeding. Tuttavia, le varietà tradizionali sono state preservate da collezionisti e sono disponibili su Internet.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla riscoperta di strain ad alto contenuto di CBD, credi che la cannabis medicinale sarà il nuovo business?
Nel futuro, quasi sicuramente, il mercato della cannabis diventerà addirittura più segmentato di quanto non sia oggi e ci saranno ulteriori ricerche sui cannabinoidi minori come CBG, THCA, CBDA e altri. Molto probabilmente ci saranno seedbank specializzate in queste nuove varietà e il mercato sarà sempre più specializzato.

Purtroppo qui in Italia siamo molto limitati sia nelle ricerche che nello sviluppo del mercato della cannabis, quale credi sia il modo migliore per abbattere i pregiudizi su questa pianta?
La maniera più efficace per combattere i pregiudizi è la crescente familiarità che la gente ha con i cannabinoidi. Quando le persone vedono che i loro amici e i vicini la utilizzano, si rendono conto che non è dannosa. Questo sicuramente potrebbe portare a una maggiore apertura.

In passato i tuoi arresti sono stati portati all’attenzione dei media così da influenzare l’opinione pubblica e favorire l’introduzione di leggi statali sulla cannabis. Come andò esattamente?
Premettendo che negli Stati Uniti le leggi federali e quelle statali sono in conflitto tra di loro, in quel periodo come incaricato di fornire cannabis ai pazienti stavo rispettando le leggi locali della città e dello Stato. Per fortuna grazie a ciò ho ricevuto un grande supporto dalla mia comunità, così massiccio che ha spinto il “New York Times”, uno dei giornali più autorevoli, a scrivere che il mio processo dimostrava come la politica federale fosse “crudele e fuorviante”. Dopo questo articolo, la maggior parte dei media si è espressa favorevolmente sull’uso medico della cannabis e ha sostenuto le mie azioni. Questo avveniva nel 2003 quando solo pochi stati consentivano l’uso legale della cannabis a scopo medico. Oggi sono 33 stati più Washington DC a riconoscere l’uso legale della cannabis medica.

Quale varietà preferisci?
Preferisco quelle che tirano su l’umore e stimolano la socialità. Sensi Seeds ha sviluppato uno strain su questa linea, si chiama “Ed Rosenthal Super Bud”. In genere comunque preferisco le sativa.





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