Ecovillaggi

Negli ecovillaggi la possibilità di un turismo sostenibile

Negli ecovillaggi la possibilità di un turismo sostenibile

Per come le abbiamo pensate, le vacanze sono come la parentesi dentro al discorso. Sono quella sospensione temporanea dal quotidiano, l’interruzione del consueto fluire delle cose, l’eccezione a una regola che fa del lavoro un dovere. E a rifletterci, le vacanze hanno parecchio a che fare con quel dovere. Perché andare in vacanza, letteralmente parlando, significa essere vacante. Come quando si dice che un “posto risulta essere vacante”, ovvero che è libero, vuoto, nessuno lo occupa. E di fatto, quando ce ne stiamo in vacanza, quello che è il nostro posto di lavoro rimane vuoto: materialmente non lo stiamo occupando e noi, per l’appunto, non stiamo lavorando. Per questo, per tante persone, la vacanza consiste nell’essere “serviti e riveriti”. Solo per qualche giorno, però. Poi, seppure contrariati, è necessario tornare ai doveri di tutti i giorni. La pacchia finisce e la normalità ricomincia. E il portafogli, nel frattempo, s’è fatto più leggero. 

Ecovillaggi: una possibilità alternativa
Più che l’essere serviti e riveriti, alcuni scelgono di vivere un’esperienza. Un’esperienza che sia anche un’occasione per cambiare il proprio sguardo sulle cose. È il caso, questo, degli ecovillaggi italiani. Chi scrive li visita senza sosta da parecchi mesi e qualcosa al riguardo può dirla. Si tratta di realtà rurali, marittime o montane, in genere abbastanza isolate, abitate da persone che hanno scelto la vita comunitaria. Il fine è quello di rispolverare uno stile di vita non necessariamente migliore ma sicuramente più autentico. Uno stile di vita in cui è possibile percepire il contatto con l’ambiente naturale, tessere relazioni sane, scoprire nuove pratiche e modi inediti di fare le cose. Perché a stare in mezzo alla natura, e viverci, è necessario darsi da fare e ingegnarsi. E di fatto, negli ecovillaggi, sono più importanti due mani che fanno e una testa che pensa, anziché un portafogli carico di soldi da spendere. 

Realtà di questo tipo, in Italia, esistono da più di quarant’anni. Alcune fanno parte della Rete Italiana Villaggi Ecologici, altrimenti chiamata RIVE. Tante altre, invece, non aderiscono alla Rete. Fatto sta che tutte, in un modo o nell’altro, accolgono i visitatori. Per far questo è sufficiente chiamare e prendere accordi.

Alcuni ecovillaggi chiedono un contributo fisso per pernottamento e cibo. Si tratta di un contributo che va dai 10 ai 30 euro, in genere. Spesso anche meno. Altri preferiscono invece la formula del contributo volontario: scegli tu quanto donare. Puoi anche donare un euro, sta a te e al tuo buon senso quantificare. 

È possibile poi andare oltre il contributo e conoscere un ecovillaggio mediante la formula dello scambio. Funziona così: vieni accolto, ti viene offerto vitto e alloggio, e in cambio dedichi qualche ora alle attività dell’ecovillaggio stesso. È con questa modalità che l’ecovillaggio diventa una vera e propria esperienza. In questo caso, poi, non è più necessario mettere mano al portafogli, anche se un contributo simbolico è sempre apprezzato. 

Per un turismo d’esperienza e di qualità
Gli ecovillaggi italiani sono molto variegati tra loro. Non ne esistono due uguali. Le attività da svolgere, dunque, variano da villaggio a villaggio. Essendo realtà comunitarie, anche l’attività più semplice coinvolge sempre molteplici persone. Come la cucina, per esempio. Chi si mette ai fornelli in un ecovillaggio, in genere, lo fa per riempire lo stomaco a decine di persone. E ognuna con le proprie esigenze alimentari da soddisfare. Allora la cucina, in realtà come queste, diventa un vero e proprio laboratorio umano dal quale si può solo trarre beneficio. Perché il cibo aggrega. E in ecovillaggio questa lezione è nota a tutti: è nella cucina che si saldano i rapporti e, sempre in cucina, si risolvono anche i conflitti.

Un altro esempio di attività è l’autoproduzione. L’obiettivo degli ecovillaggi è quello di raggiungere l’autosufficienza. Per dirla in altri termini: l’obiettivo è consumare esclusivamente quel che si riesce a produrre. Così in alcune realtà i visitatori possono imparare a prendere confidenza con gli orti e colture di vario tipo oppure dedicarsi ad apprendere il processo di produzione dei saponi (un vero e proprio mondo, quest’ultimo, tutto da scoprire). 

Una palestra per relazioni migliori
Al di là delle attività da svolgere, l’ecovillaggio è una palestra. Una palestra che ci allena a stare con gli altri, a condividere, a comprendersi, ad essere solidali. Perché in questi luoghi l’attività più importante che puoi svolgere è la vita comunitaria stessa. Non c’è nulla di più importante dell’imparare a mettersi in ascolto di chi si ha accanto. Per questa ragione gli ecovillaggi sono a tutti gli effetti luoghi di grande crescita personale: nessuno cresce da solo.

Una vacanza per conoscersi
Nel tempo della pandemia e del controllo, l’esperienza degli ecovillaggi è da prendere in considerazione. Attualmente alcune realtà aderenti alla RIVE stanno aprendo le porte ai visitatori. Lo fanno per consentire agli interessati di sperimentare la formula dello scambio di cui si parlava poco sopra. 

È questo una forma sostenibile di turismo. Da una parte si scoprono interi territori italiani e si impara ad apprezzarli. Dall’altra è possibile svolgere attività positive e attive, capaci di far emergere caratteristiche inedite di noi stessi. Ma soprattutto, un turismo di questo genere, arricchisce: quando l’esperienza termina non te ne torni a casa contrariato. E qualcuno, dedicandosi a forme di turismo sostenibile, scopre anche la propria strada: anche in vacanza si può crescere.

 

GLI ECOVILLAGGI CHE ACCOLGONO
Di seguito un elenco, non esaustivo, dei principali villaggi ecologici che, attualmente, stanno aprendo le porte ai visitatori per uno scambio.

Avalon
CAP 51010 Montevettolini (PT)
Contatto: avalon.elfi@gmail.com

Bau Mela
Loc. Bau e Mela Santu Lussurgiu (OR)
Contatto: Alessio 3356236719

Ecovillaggio Campanara
Via Campanara 1 Palazzuolo sul Senio (FI)
Contatti: Silvia 3357104642 / Giulia 3343631537

CasaLaboratorioLaYogurta
Via Viterbo 27, Manziana (RM)
Contatto: Irene Ausiello 3487745484 – irene.ausiello@gmail.com

Ecovillaggio Caselonjer
Str. per Longera 191/1 Trieste
Mandare una mail a casalonjer@gmail.com
Contatto: Anna 3396194346

Federazione di Comunità di Damanhur
Via Pramarzo, 3 CAP 10080
Pramarzo, Baldissero Canavese (TO)
Contatto agricoltura: goral@damanhur.org
Campus “Vivi con Noi”: www.arca.tentyris.it/campusdivita_programma

Fattoria Solidale
Via Arzerini 44, 35020 Brugine (PD)
Contatto: Cristina Capuzzo 3472109799 – cristina.capuzzo18@gmail.com

L’asino e la luna
Via Tre Cancelli, Cerveteri (RM)
info@lasinoelaluna.it
Contatto: Denia 3473125331

LaCasaRotta
Frazione San Bartolomeo 95, Cherasco, Colline delle Langhe (CN)
Contatto: Michela Lenta – casa.rotta@yahoo.it o whatsapp al 3393812950

La Colomb’era
Via borgo 100, Loc. Tavernelle, Licciana Nardi (MS)
Contatto: Agnese 3471094376

Ecovillaggio Lumen
Strada provinciale per Polignano 5/13, San Pietro in Cerro (PC)
Contatto: Federico Palla
Modalità di candidatura: compilare il modulo online sul sito di Lumen

Paradiso Ritrovato
Seggiano (Gr)
Contatto: Valentina paradisoritrovato@gmail.com

Torri Superiore
Via Torri Superiore 5, Ventimiglia
Contatto: info@torri-superiore.org

Villaggio Arcadia
Via Spinarella snc, Saludecio (RN)
Contatto: 3515516502

 

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