Pubblicato in Gazzetta Ufficiale questa settimana il decreto sugli imballaggi e i relativi rifiuti rende attivo un servizio volto alla sensibilizzazione sul tema del riuso. Con il riciclo il ciclo di vita del prodotto termina la sua funzione e, attraverso l’utilizzo di risorse energetiche, viene trasformato in altro. Ma alcune cose possono essere facilmente riutilizzate prima di passare ai centri di raccolta: è il caso di bottiglie di plastica, alluminio e vetro dai 0,2o ai 1,5 litri che possono ripetere il loro scopo per più di 10 volte.

Un logo all’ingresso di bar, ristoranti e alberghi. Tanto basterà a partire dal 10 ottobre per tutte quelle attività che avranno voglia di impegnarsi nell’applicare la nuova normativa sulla pratica del vuoto a rendere. Gli esercenti al momento dell’acquisto all’ingrosso pagheranno una cauzione proporzionale al volume dell’imballaggio (da 0,05 e 0,3 euro) che verrà restituita al momento della riconsegna del vuoto. Il prezzo al consumatore non subirà variazioni, ma aumenterà il valore in termini di economia circolare. Saprà di aver contribuito a proteggere l’ambiente generando meno rifiuti e diminuendo la spesa pubblica sullo smaltimento.

Per ora questa pratica rimane su base volontaria e verrà monitorata per valutarne la fattibilità tecnico-economica e ambientale. Inoltre non sono stato stanziati nessun tipo di sovvenzione o incentivo per chi aderirà all’iniziativa del Ministero dell’Ambiente.

Quindi spetta anche a noi consumatori finali sensibilizzare i nostri comuni ed esercenti sulla possibilità di aderire a questa iniziativa, rientrando appieno nel pensiero gandhiano “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.





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