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Turismo alternativo
A volte l’eco-turismo viene confuso con il turismo alternativo. Definizione vaga che non descrive le motivazioni che spingono i turisti a viaggiare e a conoscere altri popoli, culture o religioni. Non considera l’aspetto della ‘’consapevolezza’’ del turista che entra in contatto con un mondo diverso: l’ecoturista non è un turista tradizionale.

Turismo responsabile
Il turismo in genere è poco responsabile: gli abitanti del posto sono sfruttati e luoghi naturali vengono degradati. Il turista responsabile entra nel paese che visita come se entrasse in casa di altri e si comporta con il rispetto che userebbe in casa propria.

Turismo sostenibile
Turismo strettamente legato allo sviluppo sostenibile. Le istituzioni oggi promuovono strategie ecocompatibili per non danneggiare il paesaggio per le generazioni future.

Quando si parla di turismo, tradizionalmente si pensa ad una vacanza in cui si parte, si usufruisce di servizi nei luoghi di destinazione, avendo come unico obiettivo il relax, il divertimento, la propria rigenerazione, e si fa ritorno a casa; quello a cui non si pensa è l’impatto che il viaggio e la permanenza hanno sull’ambiente in generale, sulla popolazione e sulla località che viene visitata, in particolar modo quando si effettua un viaggio nei cosiddetti paradisi, che il più delle volte sono Paesi non sempre ricchi se non di affascinanti bellezze naturali; e ancora, la globalizzazione e del turismo ha visto la creazione dei villaggi vacanze, luoghi isolati e a volte protetti, dove è possibile trovare tutte le comodità di casa, fino ai prodotti di consumo caratteristici della propria zona. Una sorta di globalizzazione e “standardizzazione” del turismo insomma, che non sempre si cura dell’impatto ambientale e del degrado che provoca, e del pressoché assente contatto culturale.

Guardando oltre questa categoria di turismo di massa e a volte asettico, esistono altre tipologie di turismo alternativo che si stanno sempre più diffondendo negli ultimi tempi. Sull’onda della sensibilizzazione ai problemi climatici del pianeta di cui tanto si parla nasce il turismo ecosostenibile. E’ un tipo di turismo promosso da operatori che rivolgono una particolare attenzione al rapporto tra viaggio e natura, che adottano strategie operative affinché tale rapporto sia all’insegna dell’armonia, del rispetto di luoghi, delle popolazioni e delle loro culture, e della riduzione dell’impatto ambientale. Un’alternativa che non limita e non riduce il concetto di viaggio e di piacere, ma richiede solamente un minimo di attenzione alle azioni che si compiono, ai luoghi che si visitano e soprattutto ai mezzi di trasporto che si utilizzano e ai consumi.

Strutture all’insegna di turismo ecosostenibile si trovano in tutto il mondo, anche in Italia: ad esempio scelgono di utilizzare lampadine a basso consumo, provvedono alla produzione e all’autosufficienza di energia elettrica, edificano le cosiddette costruzioni a “impatto zero”, per perseguire una politica di risparmio energetico; consigliano ai clienti un utilizzo consapevole dell’acqua per evitare gli sprechi, si riforniscono di prodotti locali (con un risparmio sui costi di trasporto), si adoperano nella raccolta differenziata dei rifiuti e propongono soluzioni alternative ai mezzi di trasporto privato per le visite di piacere e le escursioni, studiate nel pieno rispetto dell’ambiente. Strutture dunque all’insegna dell’ecosostenibilità sia sul fronte dell’organizzazione, della costruzione e del funzionamento stesso del sistema, che delle tipologie di vacanza offerte ai turisti.

A questo si affianca il turismo solidale detto anche turismo responsabile, che si pone come obiettivi il massimo coinvolgimento delle popolazioni residenti in un Paese ed escludendo o limitando lo sfruttamento delle risorse umane. Infatti non vuole essere solo un mezzo per incontrare popolazioni e culture diverse, ma è anche uno strumento di sviluppo sostenibile dei paesi visitati. Si ricerca l’equa remunerazione dei servizi locali e la scelta di contatti e partner promotori dell’economia solidale, che sono in grado di garantire un aiuto concreto e significativo allo sviluppo sostenibile delle comunità ospitanti. In questa situazione, il massimo possibile dei profitti va a beneficio delle popolazioni locali e i turisti sono coinvolti nel contribuire direttamente al finanziamento dei progetti che si andranno a sviluppare nel tempo; con questo modo di viaggiare si evitano, per quanto possibile, i danni del turismo di massa in ambito sociale, ecologico, culturale.

Sono vacanze che si basano su itinerari sperimentati, con l’accompagnamento di mediatori culturali locali, rivolte a quei viaggiatori che oltre ad aver voglia di ammirare paesaggi e visitare monumenti, sono desiderosi di scoprire il mondo nei suoi aspetti più autentici, fuori dagli schemi stereotipati per turisti. Alcune cooperative e associazioni inoltre, dedicano i propri sforzi e le proprie risorse a progetti paralleli di solidarietà. Un turismo di conoscenza dove l’immersione totale nell’ambiente, l’incontro con i residenti e lo scambio interculturale sono al centro dell’esperienza. Oltre ad organizzare viaggi in alcuni Stati dell’Africa, America Centrale e Latina e Asia, le associazioni italiane propongono anche località in Italia, alla scoperta di luoghi nascosti e quasi dimenticati dal tempo, godibili anche in un solo weekend.

DECALOGO DELL’ECO-TURISTA:
Incoraggiate e sostenete gli organizzatori di viaggi e soggiorni che hanno adottato un atteggiamento responsabile nei confronti dell’ambiente e delle popolazioni del posto. Preferite Paesi, regioni, località che hanno adottato appropriate misure di protezione del loro patrimonio naturale e rispettano i diritti umani.
Informatevi sempre sulla cultura, le abitudini, le problematiche ambientali e socio-culturali del paese che andrete a visitare: questo vi permetterà di non offendere la natura e le popolazioni locali.
Non rendetevi complici dell’estinzione di piante o animali rari con l’acquisto sconsiderato di souvenir che ne implicano l’uccisione o il maltrattamento, o la cui produzione arreca danni inaccettabili all’ambiente. Non comprate animali vivi.
Il vostro impatto sull’ambiente è tanto maggiore quanto più lontano andate e quanto più rapido è il mezzo di trasporto che utilizzate. Viaggiate fuori stagione per non contribuire alle congestioni e agli affollamenti che danneggiano l’ambiente.
La conservazione della natura e il benessere delle popolazioni locali dipendono dalla possibilità di vivere in maniera dignitosa senza impoverire o distruggere l’ambiente.
Fate in modo che il vostro viaggio apporti dei benefici ai locali, avvalendovi quando possibile, dei loro servizi piuttosto che di quelli offerti da compagnie straniere. Questo vale tanto nella scelta delle sistemazioni, quanto in quella dei mezzi di trasporto, delle guide, ecc. Anche l’acquisto di prodotti locali (rispettando però il punto 3) può aiutare.
Viaggiate in piccoli gruppi: razionalizzerete i consumi senza risultare invadenti nei confronti delle piccole comunità visitate.
Adattatevi alle abitudini locali piuttosto che pretendere di mantenere le vostre anche in capo al mondo. Fornire standard occidentali, oltre ad impoverire le culture, implica costi maggiori e quindi guadagni ridotti per i locali.
Viaggiate sempre ‘in punta di piedi’, cercando di non lasciare traccia del vostro passaggio. Non portate via niente, non raccogliete sassi, conchiglie, fiori. Muovetevi con delicatezza, specialmente dove l’ambiente lo richiede. Non fate rumori inutili, disturbereste gli animali.
Visitate i parchi nazionali, le riserve, i santuari: esistono anche grazie ai vostri biglietti d’ingresso.

Di seguito alcuni siti di informazione e di associazioni che organizzano viaggi, nonché preziose fonti di questo articolo: www.cts.it
www.viaggisolidali.it
www.actanet.it
www.ecoturismo-italia.it

a cura di Maurizio

 





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