THCL’autofagia è considerato un processo che garantisce la sopravvivenza delle cellule, ma che può anche portare alla loro morte. Tuttavia i fattori che determinano il passaggio tra questi due risultati opposti sono ad oggi in gran parte sconosciuti.

E così i ricercatori del dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare dell’Università Complutense di Madrid hanno realizzato uno studio per capire come il THC potesse indurre la morte programmata delle cellule tumorali, processo che è stato dimostrato da numerosi studi e pubblicazioni scientifiche.

«In questo lavoro», spiegano i ricercatori riguardo allo studio pubblicato su Autophagy, «abbiamo utilizzato Δ9-tetraidrocannabinolo (THC, il principale componente attivo della cannabis, un composto che fa scattare l’autofagia mediata e la morte delle cellule tumorali) e di privazione dei nutrienti (uno stimolo autofagico che fa scattare l’autofagia citoprotettiva) per indagare quali siano i precisi meccanismi molecolari responsabili dell’attivazione dell’autofagia citotossica nelle cellule tumorali. Utilizzando una vasta gamma di approcci sperimentali si è dimostrato che il THC (ma non la privazione di nutrienti) aumenta il dihydroceramide, il rapporto di ceramide nel reticolo endoplasmatico delle cellule del glioma, e questa alterazione è diretta a promuovere la permeabilizzazione della membrana lisosomiale, il rilascio di catepsina e la successiva attivazione della morte cellulare per apoptosi».

Gli studiosi concludono che: «Questi risultati aprono la strada per chiarire i meccanismi di regolazione che determinano l’attivazione selettiva e la morte delle cellule tumorali per autofagia mediata».





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