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In queste settimane i politici iniziano il teatrino della campagna elettorale, ognuno specula dove può e il Partito Radicale da sempre riesce a raccogliere i voti antiproibizionisti con il minimo sforzo.

Organizza con cadenza regolare (ma solo prima delle elezioni) “azioni” mediatiche che hanno una buona visibilità e nessun risultato concreto, con il bene placido della lobby politica conscia del fatto che in fondo i radicali non fanno male a nessuno, tantomeno ai partiti tradizionali.

L’ultima in ordine temporale è il fatto di aver piantato semini di canapa in una conferenza stampa a Montecitorio, cosa che è stata fatta molte volte in passato da molte associazioni.

La conferenza stampa, alla quale erano presenti anche dei malati che si curano con la canapa, sembrava a tutti gli effetti uno spot per la radicale Bernardini, unico volto e unica storia che interessava i giornalisti.

Purtroppo prima delle elezioni assisteremo a molti di questi “momenti elettorali antiproibizionisti”, che in fondo non fanno altro che danneggiare le cause antiproibizioniste e arricchire il partitino dei radicali.

Proprio come altri temi trattati dal Partito Radicale, anche il “decreto svuota-carceri”, approvato a dicembre 2011 al Senato e in gennaio 2012 alla Camera, è passato in sordina. Dopo una campagna mediatica che ha visto impegnati tutti gli attori del teatrino della politica, Presidente della Repubblica compreso, impegnati in maniera inconsueta a dire quanto sia dura la vita nelle carceri e quanto sia disumano il sovraffollamento. Il ministro della Giustizia Severino ha definito il decreto “un atto di civiltà doveroso considerate le condizioni di chi risiede negli istituti di pena”.

Tutto questo accadeva solo prima del decreto, successivamente, il silenzio.

Della sostanza del decreto ne abbiamo già parlato, la parte più grave è il poco chiaro articolo 43 del decreto sulle liberalizzazioni, nel quale troviamo un atto poco rivendicato sui media di massa: è l’autorizzazione a fabbricare e gestire carceri anche ai privati, ultimo dono alle lobby dei costruttori e non solo.

L’articolo non è del tutto chiaro, ma sembra aprire alla possibilità che nuove carceri vengano costruite e gestite da privati. Se così fosse sarebbe grave: ampliare con nuove categorie la lobby economica interessata che ci siano quanti più detenuti possibili è molto pericoloso.

Le associazioni, i centri sociali e gli addetti ai lavori da tempo si sgolano nel dire che il problema del sovraffollamento va affrontato soprattutto da un punto di vista legislativo, e cioè correggendo tutte quelle leggi che producono un’eccessiva carcerazione, le istituzioni paiono non sentire.

Dopo l’approvazione del decreto svuota-carceri è andato in onda il solito teatrino, qualche polemica dei “duri” della Lega, mal di pancia di qualche ex An, esultanza dei radicali pronti a mettere il cappello ovunque, ma dopo un po’ la notizia scompare da giornali e TV, tutti gli elettori sono felici sentendosi rappresentati dai vari attori del teatrino organizzato. Ora a distanza di mesi ci chiediamo se le carceri si sono svuotate, ora hanno un trattamento dignitoso?

In realtà per loro non è cambiato nulla, il sovraffollamento è notevole, i dati dei detenuti in attesa di giudizio sono impressionanti, oltre 28 mila, il 42% del totale, persone che attendono un giudice decida della propria vita (in Italia il processo penale dura in media 1576 giorni). Vivono in 8 persone dentro celle che per legge ne dovrebbero contenere 3. Le carceri Italiane in sostanza sono illegali, forse dovrebbe intervenire la Magistratura.

 





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