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Qualcosa di nuovo si sta muovendo dopo decenni di politiche proibizioniste: anche in Italia si comincia a percepire aria di cambiamento. La presa di coscienza che la guerra alla droga e alla prostituzione hanno fallito è evidente anche alle istituzioni. L’interessamento di molti parlamentari ci fa sperare che dopo 70 anni, la Repubblica possa ritornare a emanciparsi sul campo dei diritti civili.

Legalizzazione della cannabis in Italia; il 26 marzo 2015 si è riunita per la prima volta l’intergruppo parlamentare, che rappresenta il concreto tentativo di trovare un accordo trasversale tra le forze politiche “per la legalizzazione della marijuana”. Quest’apertura al dialogo della politica sul mondo della canapa è un buon segnale, anche se di strada da fare ce n’è ancora molta. Dalle prime interviste ai parlamentari coinvolti si capisce che molti di loro si sono appena affacciati a questa nuova realtà e sarà necessario fornire a questi politici un aggiornamento professionale continuo per dar modo a questo gruppo di poter giudicare e decidere tenendo conto delle molteplici sfumature che questa pianta porta con sé.

Le associazioni antiproibizioniste che si occupano della cannabis da anni, hanno già aperto alcuni canali di comunicazione con quella che si spera sarà una politica a difesa dei diritti e della volontà del popolo italiano. È stata molto apprezzata l’apertura mentale dell’intergruppo che ha riconosciuto il deficit culturale delle istituzioni, mettendo a disposizione degli interessati lo spazio web cannabislegale.org e un hashtag #CannabisLegale dove tutti possano inviare documenti e informazioni utili per la discussione.

Come abbiamo imparato in questi anni di proibizionismo, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio; per questo bisogna vigilare su tutti i parlamentari che aderiranno al gruppo, nella speranza di poter emarginare chi ha la volontà solo di cavalcare una possibile campagna elettorale o per ostacolare l’iniziativa. Siamo consapevoli che non potremmo scegliere i parlamentari per la coerenza o la loro simpatia; per raggiungere un numero importante di sostenitori della legalizzazione della marijuana saranno indispensabili anche personaggi di tutti gli schieramenti. Speriamo solo di portare a casa una buona legge figlia di minori compromessi possibili.

In questi mesi si sta lavorato molto con il parlamento e grazie alla disponibilità dei nostri rappresentanti abbiamo avuto modo di portare le osservazioni e testimonianze di anni di persecuzione ai consumatori di marijuana. Abbiamo ritenuto importante sottolineare che, dopo 70 anni di proibizionismo, si è persa la cultura del consumo consapevole della cannabis. Per questo non va assolutamente sottovalutata l’importanza educativa che la coltivazione personale e collettiva ha nella formazione della “deontologia” del fruitore di cannabis.

Confidiamo che tutti i nostri lettori prenderanno coscienza che è arrivato il momento di essere fieri di ciò che siamo e di quello che assumiamo, perché la diversità della natura è un dono e non una vergogna.





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