marijuana_girl_bong_star_foreman_lawL’utilizzo di cannabis può rendere più difficile superare prove scolastiche, professionali, di guida o di vita. Anche solo una possibilità che qualcuno fallisca di ottenere un diploma, un lavoro o una patente a causa della sua scarsa capacità di concentrazione dovuta all’utilizzo di cannabis rende questa pianta pericolosa per i più giovani. Questo dicono i proibizionisti ed è in parte vero.

In Colorado sono alla seconda campagna pubblicitaria per la prevenzione dell’uso di cannabis da parte degli adolescenti. La prima era “Don’t be a lab rat” perfetta nel momento in cui questo stato USA faceva da unico laboratorio mondiale sugli effetti sociali ed economici della cannabis normalizzata e commercializzata. Avveniva uno, due anni fa, ma sembra di più. Oggi anche i giornali italiani di destra si sono accorti che è meglio per tutti legalizzare la cannabis. Meloni e Salvini si convincono in un attimo. Manca solo metà PD con i suoi cattolici, che a quanto pare arriveranno ultimi fra le religioni ad accettare la cannabis come dono di Dio.

lab_rat_cage_0Le gabbie nei parchi e davanti alle scuole utilizzate nella campagna “Don’t be a lab rat” sono state criticate. Però hanno funzionato visto che le statistiche mostrano un calo nell’uso di cannabis fra i giovani in uno stato che ha fatto di questa pianta il primo motore di crescita insieme al turismo nei prossimi anni. La nuova campagna “Protect what’s next” è meno aggressiva della prima. Una decina di spot diversi per dire che l’uso di cannabis impedisce ai giovani di esprimere tutto il proprio potenziale fisico e intellettivo.

Sarà solo conflitto generazionale ma ho l’impressione che gli adolescenti di oggi siano leggermente più rincoglioniti di quanto eravamo noi. Lo scrivo solo dopo aver sentito i racconti di alcuni insegnanti. Se qualche genitore si sente di affermare il contrario ne parliamo su facebook. Non è certo colpa loro ma in ogni caso non sembra che questi ragazzi abbiamo bisogno di troppa cannabis ad aumentare ulteriormente la loro capacità di pensiero laterale e non convenzionale. Nelle convenzioni ci sono dentro fino al collo e il loro pensiero tende già a sfuggire da un lato a causa dell’epidemia di disordini dell’attenzione.

11Attention Deficit Disorder è una condizione mentale sempre più diffusa, ma sottovalutata. In particolare nei più giovani, che invece dovrebbero concentrarsi molto a studiare e fare sport. Questo consentirebbe loro anche di prepararsi a combattere per qualche ideale di giustizia. Invece la massima rivolta al potere espressa oggi è farsi prima una canna e poi, in punta di Nike, il proprio tag sul muro. Ah già, ci sono anche i rivoluzionari rave party.

Cannabis e alcol alle scuole medie. È un po’ presto. La legge vieta l’alcol e vieterà la cannabis sotto i 18 anni ma, cari bimbi, sappiamo tutti che bevete e fumate lo stesso. Poiché entro breve la cannabis diventerà legale dovrete usarne meno, altrimenti salta tutto. Facciamo così: alle medie zero canne e zero alcol, se no botte come una volta. Alle superiori (perché tutti dovrebbero studiare fino a un diploma superiore) zero nei primi due anni. Negli anni successivi e fino ai 18 anni consentita una canna e una birra alla settimana solo a chi ha tutti i voti sufficienti. Al diploma di maturità è concessa un’estate di cannabis e birra ma a settembre si ricomincia con una alla settimana finché non si è trovato un lavoro o cominciato seriamente l’università.

Pyouthroibizionismo necessario. Ma allora, solo perché non andiamo bene a scuola, o non abbiamo voglia di studiare non possiamo fumare? Esattamente. Non servono doti particolari per raggiungere risultati sufficienti a scuola e gli insegnanti sanno capire se un ragazzo si impegna per migliorare. Se non lo fa, c’è un problema. Se continua ad andare male a scuola, c’è un problema in lui, in famiglia e nel suo ambiente sociale. La cannabis potrà curare il cancro ma questo problema non lo risolve, lo peggiora.

 

Image credits: CBS Denver; ABC7News/TheDenverChannel.com; CPR/John Daley; Tobacco-facts.net; Laweekly.com





Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.