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Fratelli, che la moltitudine sia inarrestabile è un affermazione che mi lascia qualche dubbio 😉 nel senso che essere arrestati è davvero un attimo, mentre uscire è più complicato. A giudicare dagli ultimi dati sul “riaffollamento” delle carceri post-indulto, pare che anche una moltitudine, come quella che adesso popola le patrie galere sia tutt’altro che inarrestabile. Quello che casomai nessun muro può fermare è invece un’Idea, e un’Idea è quanto di più anarchico si possa immaginare, perché non sappiamo per quanto tempo sarà in circolazione (alcune hanno millenni e sono tutt’oggi fresche), non sappiamo cosa potrà far germogliare nei cuori ove attecchirà, e non sappiamo di quante altre Idee sarà genitrice.

Personalmente sono sempre stato affascinato dalle trasformazioni che nel corso della storia la medesima Idea ha avuto, pur avendo conservato nel suo nucleo più profondo i tratti che la rendono immediatamente riconoscibile, come il Daimon che guida ogni essere umano e che a volte ha bisogno di più esistenze per potersi realizzare. A volte le Idee, anche le più nobili, se ne rimangono nascoste e “sottotraccia” perché se uscissero allo scoperto rischierebbero di diventare banali, nel senso che rischierebbero di venir fagocitate dall’infinito universo di “opinioni squalificate” che impazzano nei mille canali televisivi tutti uguali, e sui rotocalchi dove a piene mani attingono i lobotomizzati di stato, finirebbe così che anche la più nobile delle Idee, si ritroverebbe sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, rivestita dal packaging accattivante per il suo target di riferimento.

Avere il coraggio delle proprie Idee non è sempre comodo, lo è molto di più uniformarsi all’oceano di opinioni omologate che presentano decisamente meno complicanze. Certo, a volte pensare diverso comporta dei rischi, ma dà il grosso vantaggio di appartenere ad una minoranza. A volte pensare diverso può portare a deviare dal percorso consentito e portarci su terreni insidiosi, Jean Genet, nel “Funambolo”diceva che delinquere è la prima forma di ribellione e forse non è del tutto sbagliato, seppure può produrre effetti deleteri per noi e per gli altri.

Voglio lasciarvi con un pensiero dell’indimenticato Sig. G. sul quale meditare per resistere: Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo.
Alla prossima Fratelli





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