«Perché questo caso è così importante per te?». «Un omicidio come questo rimane insoluto solo se la polizia non vuole risolverlo».

La domanda, all’inizio del trailer, pubblicato in questi giorni, del film “City of Lies”, è del giornalista Jack Johnson; a rispondere, il detective della polizia di Los Angeles Russel Poole, protagonista delle indagini sull’omicidio del rapper Notorious B.I.G., alle quali ha dedicato quasi vent’anni della sua vita. La pellicola, diretta da Brad Furman e in uscita negli Stati Uniti il 7 settembre, con Johnny Depp nei panni di Russel Poole e Forest Whitaker in quelli di Jack Johnson, ripercorre le fasi investigative del caso tutt’ora irrisolto.

È la notte del 9 marzo 1997, Biggie sta uscendo con l’entourage della Bad Boy Records di New York, tra cui il boss Puff Daddy, dal Petersen Automotive Museum di Los Angeles, dove ha preso parte alla festa organizzata da “Vibe” e Qwest Records. La musica del suo nuovo disco, prossimo all’uscita, “Life After Death… ’Til Death Do Us Part”, come avrebbe dovuto intitolarsi, pompa forte dalle casse della Chevrolet Suburban su cui viaggia. Si fermano a un semaforo, una Chevrolet Impala di colore scuro li accosta, quattro colpi di pistola raggiungono Biggie, che morirà poco dopo in ospedale.

Sei mesi prima, la notte fra il 7 e l’8 settembre 1996, con modalità del tutto simili era stato assassinato Tupac Shakur, punta di diamante della Death Raw Records di Los Angeles fondata e capeggiata da Dr. Dre e Marion Suge Knight. All’uscita dall’incontro di boxe fra Mike Tyson e Bruce Seldon svoltosi al MGM Grand di Las Vegas, Tupac in macchina con Suge Knight e la sua crew, sulla strada verso il Club 662, era stato affiancato da un’auto e raggiunto da una serie di colpi d’arma da fuoco. Morirà il 13 settembre, dopo giorni di agonia.

Due omicidi strettamente collegati, ai quali non si è però ancora riusciti a dare una risposta univoca. Una storia di amicizia caduta in una spirale discendente di sospetto, diffamazione, violenza e sangue. Partita con l’aggressione e la rapina subita nel 1994 da Tupac in uno studio di New York, dove si trovava per il processo a suo carico per stupro, che lo condannò alla reclusione, aggressione da lui imputata a B.I.G. e soci, e rinfocolata sul palco dei Saturn Awards del 1995 con l’attacco di Suge Knight alla bad Boys di Puff Daddy, prontamente replicato da Notorious e poi da Snoop Dog e così via, la faida tra East Coast e West Coast, accompagnata in sottofondo da quella tra le gang di LA dei Bloods e dei Crips, si tradusse in una vicenda di odio personale tra Tupac e Biggie, additato per l’omicidio del primo.

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La storia la conosciamo, quello che manca sono le risposte. Sui retroscena e le macchinazioni dietro ai due omicidi, che insanguinarono in mondo del rap a stelle e strisce alla metà dei novanta si è detto e scritto un po’ di tutto, dalla teoria della cospirazione di Suge Knight per le royalties sui pezzi di Tupac, apparentemente intenzionato a mollare la Death Row; all’odio tra i due rapper culminato con il dissing “Hit ‘Em Up”, in cui Tupac sosteneva di essersi fatto Faith Evans, la mogie di B.I.G.; ai debiti per il mancato pagamento del servizio di sicureza; fino al coinvolgimento delle gang losangeline, in combutta con alcuni membri del Dipartimento di Polizia di LA.

“City of Lies”, scritto da Christian Contreras partendo dal libro del 2002 candidato al Premio Pulitzer “LAbyrinth” del giornalista Randall Sullivan, ruota proprio attorno a quest’ultima ipotesi, già avanzata nel documentario di Nick Broomfield, “Biggie & Tupac” (2002), e alla determinazione con cui il detective Poole, qui in squadra con Jackson, ha portato avanti l’indagine su un caso, che il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha insabbiato, anzi, archiviato sin dall’inizio.

Chi ha sparato a Biggie Smalls? Forse non sarà questo film a dircelo, ma sicuramente la pellicola getterà la debita luce sulle controversie del caso e sull’indefessa ricerca del detective Poole. In più, come già successo nel 2015 con “Straight Outta Compton”, per chi quell’epoca se l’è vissuta, “City of Lies” sarà il pretesto per riassaporarla, mentre per i più giovani sarà l’occasione per avvicinarsi a due leggende tra East e West Coast Hip Hop. Due stelle, destinate a vivere anche dopo la morte.

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