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Rifondazione Comunista da sempre si definisce antiproibizionista. Hai più volte ribadito la necessità di “sterilizzare” la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Come mai è passato così tanto tempo dal tuo insediamento senza che la legge venisse modificata?
Rifondazione ha iniziato a riflettere sul tema delle sostanze cercando di aprire nel nostro Paese un dibattito civile. Questo mentre in Italia c’è una forte ideologizzazione della discussione sulle droghe. Personalmente non mi definisco antiproibizionista, perché ritengo che debba essere la società a governare le sostanze e non il mercato. Per gli antiproibizionisti puri per esempio, la pubblicità degli alcolici non è un problema, per me sì. Io penso che il mercato non crei consapevolezza tra i consumatori perché è il profitto a muoverlo, e il profitto che spinge alla massimizzazione dei consumi al di fuori di ogni consapevolezza, penso che anche voi in qualche modo ve ne sarete accorti, io mi definirei un non punizionista. E’ vero invece che l’intenzione di abolire la Fini Giovanardi resta centrale. Finora non è stato possibile, e non vi nascondo le difficoltà che si incontrano su questo tema anche in seno alla maggioranza, ma il mio impegno rimane lo stesso.

Hai annunciato la nascita di un disegno di legge per il superamento dell’attuale legge che presto approderà al Consiglio dei Ministri per la discussione. Puoi illustrarne gli elementi caratterizzanti ed i tempi per l’approvazione?
Ho cercato di trovare una sintesi fra il programma dell’Unione e i ministri competenti, molti ostacoli sono stati rimossi, manca ancora qualche parere favorevole che deve arrivare in vista della presentazione al CDM. Certo, sarà una lunga battaglia politica perché la destra farà barricate ed il clima nel Paese non è dei migliori. Le linee sulle quali mi attengo sono quelle del programma, che si traducono nella distinzione tra le droghe leggere e pesanti, nell’abolizione della dose minima, e nella politica dei 4 pilastri, prevenzione, cura, riduzione del danno e lotta al narcotraffico.

Una nuova sentenza, stavolta del Tribunale di Cagliari, sancisce, sulla base di un pronunciamento della Cassazione, la non punibilità penale per chi coltiva per sé poche piante di marijuana. Vista la lentezza della politica, saranno i giudici a “sterilizzare” per primi i disastri della Fini-Giovanardi?
Credo che i giudici partano semplicemente da un esame della realtà. Chi ha scritto leggi come la Fini-Giovanardi si è invece basato esclusivamente sui propri pregiudizi ideologici.

Qual è la tua opinione sulla coltivazione di marijuana per uso personale? Intendi inserire la depenalizzazione della coltivazione domestica nel nuovo decreto legge?
La sentenza della Cassazione è già un segnale molto significativo. Inoltre un conto è se una persona la coltiva per vendere, altro se lo fa per uso personale, altro ancora se lo fa per uso terapeutico.

A Torino l’Amministrazione Comunale, su stimolo dei Radicali e di Rifondazione, sta valutando l’ipotesi di realizzare narcosale o “stanze del buco”. Cosa sono e qual è il tuo giudizio in proposito?
Torino ha vissuto l’emergenza del Parco Stura, una forte conflittualità tra consu-matori problematici e residenti, occorre lavorare per interventi che governino il fenomeno nelle città. In Europa ci sono riusciti, non vedo perché in Italia dobbiamo impedire ai territori di disporre degli strumenti necessari. Del resto la tolleranza zero sulle droghe ha fallito da un pezzo.

Nei telefilm americani, per estorcere una confessione, c’è sempre il poliziotto buono e quello cattivo. In politica possiamo definire questo atteggiamento come “sinistra incendiaria” e “sinistra pompiere”. Voi, dalla caduta di Prodi e all’opposizione del governo Berlusconi, eravate la sinistra incendiaria. Poi questo ruolo è stato incarnato dal Movimento no-global, dai girotondi, dalla FIOM e da Grillo. Ora che siete “governativi”, che effetto fa vedere sempre nuovi soggetti incendiari e d’opposizione nascere e dettare l’agenda politica della sinistra o del Governo?
Non so se questa rappresentazione della realtà mi convince davvero. Guardando nel concreto, alla società, penso si possa dire che vincere le elezioni, se non c’è partecipazione e se la società civile non fa sentire la sua voce, serve a poco. La sinistra ha bisogno della partecipazione popolare per portare a casa i risultati. Inoltre per me il Governo non è il fine, ma un mezzo per far sì che le istanze dei movimenti, dei lavoratori, possano contribuire a dettare l’agenda della politica. Questo vuol dire rompere culturalmente con i processi di delega della società alla politica. Il salto in avanti insomma consiste nel non aspettare che i Ministri decidano per poi applaudire o fischiare, ma cercare di prendere voce e farsi sentire prima, durante, e dopo.

Centri di Permanenza Temporanea: veri e propri lager dove i diritti dell’uomo paiono per lo meno sospesi. Quando verranno chiusi? E sostituiti con cosa?
Il problema è come superare i Centri e la situazione attuale. Con la legge che si inizierà a discutere alla Camera, l’Amato – Ferrero, sono convinto che si ridurrà in larga misura la clandestinità, questo perché le procedure per essere regolarizzati saranno più semplici e terranno conto delle reali modalità di accesso degli stranieri nel nostro paese. Si tratta di un’inversione totale rispetto alla Bossi Fini che rende clandestine persone perbene solo perché perdono il lavoro.

Qual è il provvedimento attuato dal tuo ministero che più ti inorgoglisce?
Il fatto che sono riuscito a costruire un primo serio intervento sulla casa, dopo decenni che in Italia non se ne parlava più: questo significa far ripartire una politica per migliorare le condizioni di vita di chi non può permettersi un alloggio. In finanziaria una quota consistente di risorse, pari a 700 milioni di euro, saranno destinati all’edilizia pubblica e all’autorecupero. Il primo passo per rendere effettivo il fatto che avere una casa sia un diritto.

Ti ho intravisto al Gay Pride di Roma. Cosa pensi di poter fare perché la piattaforma politica del movimento gay possa essere realizzata (unioni civili, pacchetto antidiscriminazione sul lavoro, norme antiviolenza…)? Dopo la grottesca farsa sui DICO con ancora meno diritti per le coppie di fatto, non ti sembra il momento per uno scatto d’orgoglio e l’approvazione della proposta per l’accesso all’istituto del matrimonio civile alle coppie gay come avanzato da buona parte dell’associazionismo gay e dai Radicali?
Se fosse solo per Rifondazione, la legge 30 o la Fini Giovanardi, sarebbero già state modificate da tempo. Mentre invece si sarebbe riusciti a fare i Pacs. Solo che in politica non si può prescindere dal piano della realtà, che oggi è quella di un Governo nel quale si deve conquistare ogni singolo punto, passo dopo passo. Ciò detto, nel paese ed in Parlamento il nostro partito è schierato da tempo per allargare i diritti glbt e contro le discriminazioni.

Ultima domanda: hashish o marijuana?
Diciamo che l’ebbrezza maggiore la trovo in montagna, quando arrivato su una cima mi fermo a guardare giù.





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