Chiunque l’abbia sperimentato, può confermare: il benessere psicofisico che regala una passeggiata nella natura, fosse anche quella di un parco urbano, è qualcosa di tangibile. Oggi, dati alla mano, uno  studio finanziato dal National Institute for Health Research, stabilisce esattamente quale sia la durata che questa salutare abitudine deve avere per apportare, in chi la pratica, tutti i benefici del caso.

Dopo aver analizzato ventimila persone in Gran Bretagna, dunque un campione molto ampio, lo studio dell’università inglese di Exeter, pubblicato su “Nature”, dice che se si trascorrono settimanalmente almeno due ore, anche non consecutive, in un bosco o, comunque, in un contesto naturale, si hanno maggiori probabilità di contare su una condizione di salute e un benessere psicologico superiore rispetto a quelli che non praticano mai questa abitudine.

Stare all’aria aperta, in un contesto naturale, permette infatti di avere una migliore prospettiva sulla vita, riduce lo stress e permette di elevare la qualità della vita tanto che in Scozia c’è in essere un progetto pilota che invita i medici a prescrivere, quando opportuno, del tempo da trascorrere in mezzo alla natura in alternativa ai farmaci, una soluzione priva di controindicazioni.





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