HipHop skillz

Dovevo smetterla con l’hip hop…

Dovevo smetterla con l’hip hop…

In effetti avrei dovuto smettere con l’hip hop. Sono… quanto? 16-17 anni che ormai mi “rovino il fegato”.
Mi ha fatto godere e soffrire un secondo dopo. Mi ha reso euforico e mi ha deluso allo stesso tempo. Come una fidanzata capricciosa…
Ora provate ad immaginare a quanti concerti avete assistito nella vostra vita. A quante ore di sonno perso per cercare di chiudere il testo “della vostra miglior canzone di sempre”. A quante volte avete rischiato veramente di farvi male con una powermove o quante volte siete sfuggiti alla Polfer. A quanti viaggi a destra e a manca in giro per l’Italia per comprare un MPC di seconda mano o per cercare quel maledetto vinile, che deve essere assolutamente campionato (anche se non siete certo i primi e non sarete nemmeno gli ultimi a farlo), pena la vostra eterna dannazione. Tutto questo per l’hip hop. Per una cosa che vi ha accompagnato per molto tempo, oppure che da poco vi ha travolti, anche se in una maniera talmente impetuosa da risultare inarrestabile.

L’hip hop ha davvero plasmato la mia vita. E molto probabilmente anche la vostra se state leggendo queste righe. Mi ha fatto crescere, anzi forse sarebbe corretto dire che è cresciuto con me, visto che ho avuto la fortuna di conoscerlo fin dai primi anni 90. L’ho visto cambiare, in meglio, in peggio, mutare forma, cambiare ancora e contaminare altra nuova gente.

Se avessi smesso con l’hip hop avrei avuto più tempo da dedicare a tante cose. Magari avrei potuto imparare a giocare a calcio o di certo negli ultimi anni mi sarei impegnato di più per la mia carriera professionale. Avrei fatto più straordinari e ora avrei uno stipendio più alto, un capo meno stronzo. In fondo la musica non mi ha mai dato uno stipendio: mio padre me lo ricorda sempre. E buona parte dei soldi che ho guadagnato con essa, li ho reinvestiti nuovamente in hip hop, in un circolo vizioso… E anche molti (non tutti in effetti) dei big che conosciamo oggi forse non riescono nemmeno a pagarsi un affitto.
Se smettessi con l’hip hop potrei dedicarmi ai lavori di sistemazione del giardino, che è sempre disordinato, e avrei di certo lo stomaco meno a pezzi, visto che non avrei conosciuto tanta gente di merda e tutti quei paraculi che emergono pur senza meritare un centesimo di quello che hanno. Mi sarei risparmiato un sacco di delusioni e di amarezza, nel constatare come a volte la sfiga ti prende di mira, lasciando perdere chi invece lo meriterebbe, e che quasi mai si ottiene ciò che si vuole davvero.

Ma questo hip hop è una passione. Già, una passione travolgente per molti. E come tale è anche sofferenza, dolore, amore. Amore? Si, è proprio questa la chiave di tutto. Perché io amo l’hip hop. Lo amo davvero, anche se oggi molte cose concorrerebbero per farmelo odiare. Una volta ho letto che l’hip hop è nato da un gesto d’amore. Un gesto d’amore di un allora giovanissimo Dj Kool Herc che per festeggiare il compleanno della sorella, organizzò il primo Block Party, da cui ebbe inizio tutto. O almeno così narra la leggenda. L’amore, capite. Se ami, sei vivo.

Se avessi smesso con l’hip hop tempo fa, non avrei conosciuto la mia fidanzata, che sta per diventare mia moglie. Se avessi smesso con l’hip hop non saprei cosa vuol dire mettere tutto me stesso in un’idea, in un sogno e vederlo realizzarsi. Non avrei visitato mezza Italia calcando i palchi di tutti quei locali. Non avrei assaporato i complimenti sinceri di ragazzi appassionati come me, dopo un concerto. Non avrei passato notti intere a discutere quale possa essere il miglior album dei Cypress Hill o a studiare la tecnica per chiudere un offbeat, con la rima più bella del mio repertorio. Non avrei potuto esorcizzare i miei demoni imprimendoli prima su un foglio di carta e poi in una traccia audio. Se avessi smesso con l’hip hop non sarei diventato grande, non nella stessa maniera.
Se avessi smesso con l’hip hop domani non avrei così tante storie incredibili da raccontare a mio figlio.

L’hip hop è amore. L’amore è vita. E’ come in primavera, ciclicamente tutto ritorna a fiorire. In effetti… per fortuna non ho mai smesso con l’hip hop.

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Giovanni “Zethone”

TG DV


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