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C’è un’Ape che se posa su un bottone de rosa: lo succhia e se ne va… Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa. -Trilussa-

Nella nostra ricerca quotidiana della felicità tendiamo a credere che la felicità sia “qualcosa là fuori”, “qualcosa che si raggiunge”. E per la stessa illusione ci convinciamo che tra noi e la felicità là fuori ci sia uno spazio fisico in cui si collocano, chissà perché, dei “nemici” che vorrebbero renderci infelici. Non solo, crediamo pure che vi riescano e che non siamo felici “per colpa di quello” o “per colpa di quell’altro”, più la solita scusa del “non mi sento felice perché mi mancano i soldi”. O il lavoro. O l’amore. O la salute. La felicità è qualcosa che tutti cercano ma che tanti non sanno dove trovare. La felicità è dentro di noi!


Cerchiamo la felicità nelle altre persone, nelle cose, nella ricchezza, nella bellezza… e non riusciamo a capire che il punto di partenza siamo noi. La gente non riesce ad essere soddisfatta della propria situazione e crede di non essere felice. Non ha abbastanza soldi e non è felice; non ha una persona da amare e non è felice, non ha una macchina nuova e non è felice, non ha una casa grande e non è felice, non ha un lavoro e non è felice… Sono tanti i motivi per cui la gente non è felice ma sono tanti di più quelli per cui ci dovremmo sentire le persone più fortunate del mondo. La tristezza, la rabbia, l’invidia, l’odio, la cattiveria sono tutti sensazioni date dalla mancanza apparente di felicità. Come posso contemporaneamente sorridere e provare un sentimento d’odio? Come posso farmi una risata e pensare a qualcosa di negativo? Come posso essere fiero di me o semplicemente ringraziare per quello che ho e contemporaneamente essere triste? O sono triste o sono felice, o amo o odio. O sono sereno o sono depresso. Non si possono provare contemporaneamente sentimenti così contrastanti.

“Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro”. Così scrisse Epicuro in una lettera all’amico Meneceo qualche centinaia d’anni prima della nascita di Cristo. E mica doveva avere tutti i torti se si pensa che oggi si definisce “epicureo”, chi apprezza i piaceri della vita. Ma come si fa ad essere felici? “Basta anche un niente per esser felici/basta vivere come le cose che dici”, scriveva Roberto Vecchioni. Spesso non è il fatto di raggiungere gli obiettivi ed il successo la garanzia di poter di essere felici. Quello che manca è proprio il fatto di riuscire ad essere soddisfatti. Soddisfatti di noi stessi, di quello che abbiamo raggiunto, di quello che dobbiamo raggiungere, e soprattutto soddisfatti dei successi ma anche degli insuccessi. A volte le cose non vanno come vorremmo e non abbiamo la forza di modificare il corso degli eventi. In questi casi bisogna accettare le cose e cogliere le gioie alternative e imparare a guardare il cielo, il mare, i fiori, le stelle, le nuvole e tutto quello di bello che la natura ci dona ogni giorno.

Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione.
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
 i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza.
Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

Silvia Crema





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