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Le donne e le minoranze perdono terreno nell’industria della cannabis

Tra il 2019 e il 2021 la presenza delle donne all’interno del mercato della cannabis ha subito un notevole calo a causa dell’ingresso nel settore di molti uomini, provenienti da altri ambiti, con un accesso consolidato al capitale

Mani di donna si prendono cura di una pianta di cannabis

Nonostante in America il settore della cannabis è in continua crescita, l’inclusività delle donne in quest’industria fatica a spiccare. Nel 2020, grazie a un report pubblicato da MJBizDaily sul biennio 2017-2019, vi avevamo parlato del trend allora in crescita delle donne, e delle minoranze, che occupavano sempre più posizioni lavorative dirigenziali all’interno del settore. 

Pochi mesi fa però è stato pubblicato un aggiornamento del report, basato sull’andamento del biennio successivo, 2019-2021, che purtroppo presenta una curva vertiginosamente in calo. 

A differenza quindi del primo periodo analizzato dove la percentuale delle posizioni dirigenziali ricoperte dalle donne nell’industria della cannabis superava abbondantemente quella delle aziende tradizionali, che non hanno mai provato a includere anche questa categoria, attualmente assistiamo a un drastico calo con una percentuale che va al di sotto della media registrata nel più ampio panorama imprenditoriale degli Stati Uniti.

Secondo il recente report di MJBizDaily, titolato “Women & Minorities in the Cannabis Industry“, la percentuale di posizioni dirigenziali ricoperte dalle donne nell’industria della cannabis è diminuita nel 2021 con una percentuale del 22,1% rispetto alla forte crescita precedente che invece aveva fatto registrato il 36,8%. Mentre la quota di minoranze è scesa al 13,1% nel 2021 a differenza del 28% registrato nel 2019.

Questo forte calo – secondo gli autori del report – è giunto quando sono entrati nel settore molti uomini “potenti”, che hanno offerto un accesso consolidato al capitale per aiutare le aziende a crescere. Ma anche a causa del fenomeno che ha portato molti dirigenti provenienti da altri settori ad entrare nel mondo della cannabis, aumentando così in maniera rapida questo divario.

Secondo Jenel Stelton-Holtmeier, editore del report, la diversità razziale e di genere nell’industria della marijuana nonostante gli sforzi per costruire un’industria più equa è ancora carente, e inoltre mancano i dati sulle imprese di proprietà femminile e/o delle minoranze.

«Pochi stati forniscono dati solidi sulle informazioni demografiche della proprietà e quelli che lo fanno forniscono dati basati su classificazioni diverse. Di conseguenza, il nostro team ha estratto un campione di dati da mercati selezionati per fornire un’istantanea in tutto il settore», afferma il rapporto.

Grazie alla pubblicazione di questi dati si è sviluppata una maggiore attenzione a livello statale per tentare di correggere le disuguaglianze presenti nell’industria della cannabis.

Le donne imprenditrici, nonostante le numerose difficoltà, pian piano si stanno ritagliando il loro spazio nell’industria della cannabis, destinata a diventare multimilionaria, e stanno costruendo una comunità in cui l’inclusività dovrà essere fondamentale per condividere abilità e talenti.

Le donne e le minoranze perdono terreno nell'industria della cannabis

TG DV


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