Cronache da dietro il cancello

La condizione delle donne in un carcere pensato per soli uomini

Le donne rappresentano solo il 4,2% dei detenuti in totale, un motivo in più per dimenticarsi completamente di loro

Mani di donna dietro alle sbarre

Il Sistema di espiazione della pena nel nostro paese è sicuramente “maschio-centrico”, nei termini, nei modi, nell’impostazione e nella direzione. 

La condizione delle 2402 donne (il dato potrebbe non essere preciso al millimetro, ma cambia poco) recluse nei Penitenziari italiani sono probabilmente peggiori degli inferni in cui vivono i reclusi maschi. La loro detenzione in Italia è affidata a reparti ad hoc, 52 in tutto, all’interno di carceri maschili a parte le eccezioni di Pozzuoli, Roma, Trani e Venezia a esclusiva detenzione femminile.

La maggior parte delle donne detenute sono prima di tutto povere e hanno percorsi tortuosi sui quali nessuno si sogna di intervenire prima dell’irreparabile. 

L’informazione mainstream ci mostra le “zingare borseggiatrici” della metropolitana come se fossero delle furbacchione che si godono la vita a sbafo impedendoci, come per tutto il resto, di fermarci un attimo a pensare che razza di vita deve essere quella dove al mattino vai a rubare, magari con tuo figlio in braccio o peggio ancora lasciato chissà a chi. Quando “finalmente” vengono prese, la vulgata comune vuole che “il giorno dopo son già libere” e le vittime sono i poliziotti che rischiano la vita per pochi spiccioli inutilmente perché tanto “in galera in Italia non ci va nessuno”. Anche le guardie sono vittime dello stesso sistema e fanno una vita grama, quasi quanto quella dei ladri cui danno la caccia. I secondi, però, una volta che si riesce a metterli dietro le sbarre – dove “dovrebbero stare a pane e acqua” condizione che nell’immaginario collettivo rappresenta il metodo rieducativo più efficace – vengono legittimamente sepolti nei dimenticatoi delle nostre coscienze. Non so se ho reso l’idea. E i figli di queste disgraziate? E loro stesse, legate a doppio filo a una realtà dove spesso la sola volontà non basta a farle sfuggire dal proprio “destino sociale”?

È palese che tra le priorità dell’attuale “momento storico”, la condizione delle carceri, o meglio, delle patrie galere, non sia in cima ai pensieri di nessuno, tranne per chi vi dimora o vi si reca per visitare un parente detenuto. A nessuno importa né delle donne né degli uomini lì dentro, ma per le prime, come per ogni minoranza, non v’è proprio spazio e nessuna voce che dia loro una possibilità di riscatto. La sola possibilità che le donne hanno di non finire nel tritacarne del destino è quella di avere una famiglia alle spalle, ma probabilmente, se l’avessero avuta, in galera non ci sarebbero mai nemmeno finite.

TG DV


grafica pubblicitaria sponsor canapashop

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.
grafica pubblicitaria sponsor plagron

Articoli correlati

Back to top button