Nonostante un nuovo sforzo da 7,5 miliardi di dollari gli Stati Uniti stanno perdendo sempre più terreno nella lotta contro il mercato di eroina in Afganistan. Un recente rapporto degli Stati Uniti indica che l’estensione delle terre dedicate alla coltivazione dell’oppio è aumentata di quasi il 40 per cento nell’ultimo anno. Secondo l’Ispettorato generale per la ricostruzione dell’Afghanistan (Sigar), la produzione di oppio afgano ha registrato un aumento nel 2013, con oltre 20mila metri quadrati di nuovi terreni seminati a papavero da oppio in tutto il paese.

L’ANNO DEI RECORD. Se queste stime saranno confermate il 2014 si trasformerà nell’anno dei record per il mercato dell’eroina in Afghanistan. Un business enorme, che nello scorso anno ha generato affari per oltre tre miliardi di dollari nell’economia afgana, un cifra che equivale ad un impressionante 15% complessivo del Pil dello stato. E’ ormai di produzione afgana il 75% dell’eroina che viene smerciata sulle piazze dello spaccio mondiale. Un trand in costante crescita da quando nel 2001 è cominciata l’invasione Usa del paese, mentre il governo americano continua a spendere enormi cifre per la “guerra alla droga” ma senza ottenere alcuna inversione di tendenza.
Secondo Mohammad Naeem – governatore di Helmand – la colpa dell’aumento della produzione è da imputare ai talebani, che utilizzano il commercio di droga per finanziarsi. Tuttavia anche le Nazioni Unite hanno recentemente accusato la corruzione dilagante tra politici e governatori locali come causa principale.

 





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