2014-11-18 10.48.25 amIl proibizionismo ha fallito. Non è una nostra opinione, ma un dato di fatto. E’ il dato emerso dalla recente Conferenza Onu sulle droghe tenuta a Vienna, riunitasi dopo 10 anni di lotta alla droga, 10 anni di proibizionismo e repressione, 10 anni in cui i consumi non sono calati ma addirittura aumentati. 10 anni di fallimenti. Lo sostiene anche l’Economist, autorevole settimanale britannico che propone la legalizzazione come male minore: “La droga diventerebbe, com’è giusto che sia, una questione di salute pubblica”.

E con la legalizzazione i governi potrebbero tassare e regolamentare il mercato; la vendita ai minori sarebbe proibita; i prezzi sarebbero fissati in modo da non incoraggiare l’uso, ma non sarebbero così alti da favorire il mercato nero; questo metodo farebbe risparmiare inoltre risorse alla giustizia e strapperebbe alla criminalità il controllo delle droghe.

Lo riporta Internazionale, una delle più serie riviste italiane, pubblicando a fine aprile una copertina con tanto di slogan “FREE” scritto a caratteri cubitali dietro una foglia di marijuana, e all’interno uno speciale di articoli tratti da El Paìs, The Washington Post, New Scientist e Economist appunto, tutti concordi sulla necessità di nuove soluzioni più tolleranti.

Sembra chiaro quindi che sia arrivato il momento per un cambio di rotta, ovunque tranne che in Italia naturalmente, dove l’ultima triste notizia è che la quinta edizione della fiera/mostra/convegno Cannabis Tipo Forte, prevista per fine maggio a Faenza,è stata proibita/bloccata/annullata. Ma il proibizionismo è dannoso ed esiste anche al di fuori del tema droga.

Nonostante tutto, è in arrivo un’altra Dolce estate. Viva la Libertà!

(editoriale numero 22)





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