HipHop skillz

Dj Apoc – The Mark Of The Beats (BM Records) (recensione)

Dj Apoc – The Mark Of The Beats (BM Records) (recensione)Mi ci è voluta più di una settimana passata a sgranocchiare il disco di cui all’oggetto, ma finalmente riesco a scrivere qualcosa su The Mark Of The Beats, uno dei prodotti underground più pubblicizzati (o spammati che oggi è quasi uguale) degli ultimi mesi. In effetti l’aspettativa è legittima visto che il bravo Apoc ha impiegato almeno un paio di anni di vita nella sua realizzazione, chiamando a raccolta parecchi ospiti importantissimi, anche da oltreoceano, e questo sicuramente avrete avuto modo di leggerlo. Ma parliamo di Apoc. E’ incredibile una cosa innanzitutto, e cioè come sia riuscito in pochissimo a sgretolare l’immagine legata al grottesco Spitty Cash che fu, apparendo invece agli occhi di tutti solo come il fresco e capace producer che sentiamo in questo lavoro. Non è da tutti. Molti artisti dotati rischiano di rimanere intrappolati in cose come questa, in un gioco che un po’ per scherzo un po’ per culo, diventa improvvisamente enorme e rischia di segnarti per sempre. E invece Apoc se ne esce con un bel promo da chilo (che già faceva intuire le potenzialità del progetto), con un paio di annunci bomba, e improvvisamente sembra che nessuno si ricordi più di niente se non del titolo di questo disco. Obiettivo centrato al 100%. Adesso per tutti esiste solo un produttore capace e molto “americano” alle macchine (per attitude ma anche per sound in effetti), e quasi nessuno ridacchia più pensando alle goliardate di un tempo. Ma veniamo al disco. The Mark Of The Beats vanta davvero delle produzioni potenti. Un mix equilibrato di campioni belli spessi e qualche parte suonata, di batterie grosse e suoni taglienti, che poco hanno della tradizione italiana del beatmaking, ma che, a sensazione, hanno un respiro più internazionale (ascoltate i brani con Ill Bill o con i Killarmy: nei primi secondi potreste non accorgervi che il beat è prodotto da un italiano). In alcuni casi sembra di sentire gli Snowgoons, in altri mi torna alla mente Stoupe dei Jedi Mind Tricks (con le dovute proporzioni, chiaro). C’è da dire però che questi beats sono davvero tosti. Suonano come si deve e non ci sono parti sottovalutate. Anzi. La varietà che Apoc riesce a infondere nelle produzioni è notevole, pur mantenendo un sound aggressivo e piuttosto grezzo nelle intenzioni. Quindi Apoc dimostra un gran talento, mantenendosi costante per tutta la durata e sfoderando dei brani davvero eccellenti. A questo dobbiamo aggiungere il fascino sempiterno degli album da producers che, vantando diverse partecipazioni al microfono, assumono sempre una varietà e un contorno interessantissimo e difficilmente vanno alla noia. Beh, da questo punto di vista, di carne al fuoco ce n’è tanta. E anche qui Apoc non sbaglia le scelte. Maury B perfetto come sempre, ottimi Dari assieme a Willie Dbz, così come tutto il collettivo Shafy Click (una bellissima sorpresa per me); ma anche Brain, Danomay, Ape (non lo sentivo da tanto), Oyoshe, Lord Madness (lunghina la strofa, eh), Granu, Madd Eff, Skanda, Simon Sabotage e Fetz Darko, i Piranha Clique. Pur con i rispettivi picchi, tutti assolutamente da citare per qualità della prestazione. Ognuno da il suo contributo con pezzi davvero validi e in alcuni casi anche tecnicamente complessi. Troviamo anche lo stesso Apoc al mic, che dimostra di saper anche incastrare discrete rime e un flow scorrevole (con qualche ritocco magari da applicare al tono di voce, un po’ monocorde), oltre a comporre, cosa assolutamente non scontata per un producer. Forse l’unico a non avermi colpito particolarmente è Nunzio Streetchild, che ho trovato meno incisivo rispetto agli altri ospiti. Menzione particolare per i dj’s: Skilla, Don Plemo, Drogs e Frak intervengono laddove serve, in maniera efficacissima, ottima scelta. I guests internazionali aumentano l’hype e giocano più di immagine che di contributo tecnico, anche se Havoc dei cari vecchi Mobb Deep, i Killarmy (chi se lo ricorda Silent Weapons for Quiet Wars? Al tempo me lo ascoltavo parecchio) e Ill Bill fanno il loro lavoro e sfornano degli interventi più che convincenti. A questi si aggiunge anche il tedesco Sherlock Flows. Insomma questo The Mark Of The Beats è un bel disco, fatto con gran cura, e dove tutti si sono impegnati per realizzarlo al meglio (a partire da Apoc ma anche da parte di tutti gli mc’s e dj’s presenti), ottimo segnale anche della considerazione di cui Apoc gode nell’ambiente. Non sarà un disco storico come 950 e 60Hz, ma di certo è uno dei migliori prodotti indipendenti usciti negli ultimi tempi.

————————————————————————————————————————————————

Giovanni Zethone Zaccaria

 



grafica pubblicitaria sponsor canapashop

SOSTIENI LA NOSTRA INDIPENDENZA GIORNALISTICA
Onestà intellettuale e indipendenza sono da sempre i punti chiave che caratterizzano il nostro modo di fare informazione (o spesso, contro-informazione). In un'epoca in cui i mass media sono spesso zerbini e megafoni di multinazionali e partiti politici, noi andiamo controcorrente, raccontando in maniera diretta, senza filtri né censure, il mondo che viviamo. Abbiamo sempre evitato titoli clickbait e sensazionalistici, così come la strumentalizzazione delle notizie. Viceversa, in questi anni abbiamo smontato decine di bufale e fake-news contro la cannabis, diffuse da tutti i principali quotidiani e siti web nazionali. Promuoviamo stili di vita sani ed eco-sostenibili, così come la salvaguardia dell'ambiente e di tutte le creature che lo popolano (e non solo a parole: la nostra rivista è stampata su una speciale carta ecologica grazie alla quale risparmiamo preziose risorse naturali). ORA ABBIAMO BISOGNO DI TE, per continuare a svolgere il nostro lavoro con serietà ed autonomia: ogni notizia che pubblichiamo è verificata con attenzione, ogni articolo di approfondimento, è scritto con cura e passione. Questo vogliamo continuare a fare, per offrirti sempre contenuti validi e punti di vista alternativi al pensiero unico che il sistema cerca di imporre. Ogni contributo, anche il più piccolo, per noi è prezioso. Grazie e buona lettura. CONTRIBUISCI.
grafica pubblicitaria sponsor plagron

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio