Per la prima volta degli spacciatori italiani – qui definiti “battitori liberi” – si raccontano attraverso le pagine di un libro. Stiamo parlando di Diversamente pusher di Pablito El Drito, edito da Agenzia X. Un testo che va oltre l’immagine delle droghe e dello spaccio che rimbalza nei telegiornali e nei talk show. Qui a discuterne sono uomini che ne fanno uso, che la studiano e che non fanno parte della criminalità organizzata. Battitori liberi, appunto.

Interessanti le interviste in cui alcuni si definiscono antiproibizionisti, mettendo in luce come di fatto il proibizionismo alimenti le multinazionali criminali; o come abbiano deciso – per non pestare i piedi alla mafia – di vendere solo sostanze sintetiche, molte prodotte da loro stessi, o fumo di qualità migliore rispetto alla media; o ancora di come l’automatizzazione dei bazaar della darknet abbia portato la droga a viaggiare con pacchi postali invece della vendita per strada.

Nel libro si parla esclusivamente di droghe illegali ma non dimentichiamoci dell’alcol, delle sigarette (che causano più morti di tutte quante le droghe illegali) e degli psicofarmaci, il cui consumo è in costante aumento. Legali sì, ma con effetti dannosi quanto le droghe si cui sopra. Se non di più.





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