Ogni giorno raccontiamo di innovazione, sperimentazione e ricerca, in un campo molto spesso, poco approfondito; il mondo dei cannabinoidi secondari, ovvero, tutti quelle molecole che non hanno un effetto psicoattivo ma che sono presenti in quantità variabile in ogni pianta di cannabis.
Oggi vogliamo raccontarvi di come il progresso tecnologico combinato all’assiduo impegno di un noto gruppo di breeders rappresenti il prossimo step verso un’autoproduzione consapevole a scopo terapeutico. Intervistiamo il team di Dinafem Seeds, che più degli altri, ha investito notevoli risorse in questo campo negli ultimi anni. Presentiamo la loro nuovissima varietà Femminilizzata ad alto contenuto di CBD, la DinaMed.

Parliamo un po’ di questa nuova scommessa di casa Dinafem, qual è il rapporto di THC/CBD di questo Strain?
Hai detto bene! È stata proprio una scommessa quella di poter arrivare a selezionare una varietà di cannabis che avesse allo stesso tempo un THC basso e CBD alto. Con la Dinamed siamo in grado di garantire che gli intervalli di THC si muoveranno intorno allo 0,5% raggiungendo al massimo l’1%, con il CBD a livelli intorno al 10% raggiungendo il 13% in alcuni casi.

Da quanto tempo ci lavorate? E con quali metodi siete riusciti ad ottenere questo incrocio?
Il processo non è stato semplice. Ci abbiamo lavorato per un bel po’, partendo da una linea d’élite ricca di CBD, basata sulla varietà Dancehall. Il primo processo di selezione è stato realizzato con una base iniziale di 2000 semi. Tra questi 2000 sono stati selezionati la femmina e il maschio più adatti. Da questo incrocio è stata realizzata una selezione di 500 semi, ed è da qui che è nata la pianta madre Pure CBD 4, che produce un 12% di CBD e lo 0,5% di THC, è che è la pianta usata per creare la Dinamed. Questo processo è stato completato tenendo conto di criteri come il vigore, la morfologia e la produzione e con analisi chimiche realizzate nel nostro laboratorio con il cromatografo a gas, che ci ha dato le informazioni dettagliate per poter selezionare la giusta pianta in modo oggettivo in base alla quantità di CBD prodotta da ogni pianta.

Quanti e quali fenotipi esprime la Dinamed?
Abbiamo selezionato due fenotipi principali. Uno ha la percentuale più alta di CBD, arrivando al 12-13%. L’altro fenotipo ha un contenuto più basso. Il CBD raggiunge massimo il 10%. Questi risultati sono semplicemente orientativi, poiché fino ad ora sono stati testati utilizzando quantità ridotte. A breve realizzeremo le prove di laboratorio per testare il materiale dei progetti di coltivazione legale che abbiamo attivato in vari diversi paesi europei. Avremmo così la possibilità di darvi informazioni più dettagliate sui fenotipi che nascono in diverse situazioni di coltivazione indoor e outdoor.

Sembra essere una pianta robusta, in outdoor quali dimensioni raggiunge e quali tecniche di coltivazioni consigliate?
La Dinamed è una buona produttrice. La sua resa in outdoor arriva fino a 1000 gr/ pianta che sviluppa dei germogli dall’aspetto sativo, conici e con una proporzione maggiore di fiori rispetto alle foglie. Si tratta infatti di una pianta ibrida con una certa dominanza sativa e delle caratteristiche molto marcate, caratterizzata da dei rami laterali altamente sviluppati e da una distanza internodale media. Le sue foglie sono di aspetto sativo, con foglioline fine e allungate. Per natura riesce a sopportare livelli di temperatura e umidità più alti rispetto alle varietà più indiche. Ha una pronunciata crescita verticale e tenendo conto dello sviluppo dei suoi fiori è consigliato porre dei sistemi di mantenimento dei rami come reti metalliche o pali che sostengano i rami ricchi di grosse cime.
Un altro consiglio è quello di mantenere livelli moderati di fertilizzazione. È importante darle un apporto idrico adeguato ma, essendo una sativa dominante, non ha bisogni di tanti fertilizzanti. In questo modo si riesce a mantenere intatto il bouquet florale che regala questo splendida pianta. Se la temperatura si abbassa nell’ultima fase della fioritura, le foglie possono tingersi di riflessi porpora, rendendola una pianta di straordinaria bellezza.

Ci troviamo davanti ad una varietà a basso contenuto di THC, ma con picchi di CBD; l’effetto Entourage dei diversi cannabinoidi provoca comunque il solito high?
Dati i suoi altissimi livelli di CBD, al di sopra del 10%, la Dinamed è una pianta che non provoca effetti psicoattivi. Il suo effetto è molto più leggero di qualsiasi varietà con THC alto, perché questo cannabinoide è quasi assente nella pianta. Questa genetica dà un leggero effetto sedativo, molto gradevole: è capace di provocare un rilassamento muscolare e mentale. Grazie alla sua composizione chimica ricca di terpeni che rendono molto gustose le sue cime, il sapore gradevole che regala amplifica la sensazione di relax.

Consigliate questa varietà solo ed esclusivamente ai consumatori a scopo medico, o può rappresentare anche una gradevole e diversa esperienza anche per chi ne facesse un uso ricreativo?
Certamente. Può essere un’alternativa al consumo tradizionale di varietà ad elevato THC o perfino complementare, da utilizzare in diversi momenti della giornata, a seconda dello stato d’animo o della condizione fisica in cui ci si trova. Alcuni consumatori trovano interessante la capacità di questa varietà di ridurre notevolmente l’effetto acuto del THC. Un’altra idea che ci è giunta dal mondo dei consumatori ricreativi, è che Dinamed si può utilizzare mischiata con altre varietà tradizionali, ottenendo così il tasso CBD/THC desiderato.

Il 2017 si preannuncia come l’anno dell’ascesa delle varietà ad alto contenuto di CBD, Autofiorenti e non, eppure non avevamo mai visto una varietà con un rapporto di 1:4 (THC/CBD); Il vostro team di breeders crede di poter far ancora meglio di così? Magari presentando una versione Auto della DinaMed nei prossimi anni?
Per il momento abbiamo lanciato sul mercato 7 varietà di semi di canapa autofiorenti con elevato tenore di CBD. Una Dinamed in versione autofiorente? Non l’abbiamo ancora in progetto, ma non è escluso che la faremo.

Voi di Dinafem, credete che la massiccia diffusione di nuove genetiche CBD, influirà sullo sviluppo di altre varietà “old school” che prediligono invece il classico high, che solo il THC può regalare?
Per decenni, quasi tutti i breeder del mondo si sono dedicati esclusivamente a creare genetiche dal THC elevato, a causa soprattutto dello status di illegalità della cannabis. Ora che in alcuni paesi la cannabis sta diventando legale anche per scopo ricreativo e ora che molti governi stanno legiferando sul terapeutico, notiamo che vengono impiegate maggiore risorse per lo studio e l’approfondimento dei cannabinoidi secondari finora poco conosciuti.
In futuro prevediamo che continueranno ad esistere le varietà psicoattive, ma con meno effetti secondari indesiderati – tipo perdita di memoria o fame chimica – proprio grazie alla maggior presenza di cannabinoidi come ad esempio il THCV. Ciò per una seedbank come Dinafem comporta un ingente mole di investimenti a medio e lungo termine. Ma certamente ne vale la pena.

Abbiamo esaminato con attenzione questa vostra esclusiva, l’ultima parola la lasciamo a Dr.Kush, lei ed il suo team avete di certo apportato un enorme contributo a tutta la comunità cannabica con questo progetto, quali sono le prospettive del mercato europeo nei prossimi anni secondo lei?
È difficile disegnare uno scenario dai contorni ben definiti, dato che volenti o nolenti il nostro mondo è soggetto alle peripezie della politica. Ad ogni modo prevediamo un boom delle varietà ad alto contenuto di CBD. Da parte nostra, come obiettivo ci prefiggiamo consolidarci come leader mondiali in breeding avanzato di varietà ad elevato valore organolettico ed arricchite con CBD. Il breeding è un’attività lenta che necessita investimenti costanti. Abbiamo l’ambizione di consolidare appunto il vantaggio (in termini di ricerca e sviluppo) che abbiamo creato in questi undici anni di lavoro e di continuare ad apportare i benefici delle nostre genetiche di alto livello a fasce di popolazione sempre più ampie.

Ringraziamo tutto il team di Dinafem Seeds per la disponibilità, ed in particolare i nostri connazionali, Nico e Maria, che con grinta e dedizione, non smettono mai di raccontarci le novità dai Paesi Baschi. Un ringraziamento speciale va a Dr. Kush per il suo impegno profuso ogni giorno, non solo a beneficio dell’azienda, ma per l’intera comunità cannabica.
Non smettiamo mai di imparare, e raccontare di questi continui sviluppi nella ricerca sui cannabinoidi secondari; nella speranza di un futuro più verde anche per il nostro Paese.

 

A cura di Maius





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