Già nei prossimi cinque anni si prevede che tutte le transazioni economiche saranno gestite esclusivamente a livello digitale. E a far premere l’acceleratore sull’adozione dei pagamenti digitali ha certamente contribuito anche la situazione legata alla pandemia di Covid-19, con l’incremento esponenziale dell’uso di mezzi alternativi al contante soprattutto per ragioni sanitarie. In Italia, poi, la transizione verso il progressivo abbandono del contante passa anche da una serie di incentivi e sistemi di cashback messi in campo dal governo all’interno del piano cashless. A sentire gli analisti la cosa, insieme alla sempre più diffusa circolazione delle criptomonete, potrebbe però essere causa non solo di un’importante instabilità finanziaria ma anche del fallimento dello stesso sistema bancario attuale.

In questo scenario un ruolo determinante potrebbe giocarlo Diem, la nuova moneta virtuale lanciata da Facebook che, a meno di ulteriori ritardi, vedrà la luce nel 2021.

Già da qualche anno il colosso digitale lasciava trapelare che il tempo di una nuova rivoluzione era maturo e che, ancora una volta, sarebbe stato lui il catalizzatore del progresso. L’idea di base è quella di sfruttare la tecnologia per creare un’infrastruttura finanziaria alternativa alle banche, un sistema più semplice, immediato, vantaggioso e accessibile anche a chi non ha (o non vuole avere) diretto accesso ai servizi bancari tradizionali (circa il 30 percento della popolazione mondiale). Per utilizzarlo basta uno smartphone. Immaginiamo di andare al bar e pagare con 2 Diem la colazione, poi prenotare la vacanza con gli amici in Giappone e pagare 300 Diem per l’alloggio direttamente via cellulare. Mandare agli amici sul gruppo WhatsApp il totale e le quote individuali di 100 Diem a testa e ricevere i diem dovuti direttamente sul nostro portafogli virtuale. Semplice, no?

Diem si presenta come un mezzo di pagamento rapido e intuitivo che permette di trasferire denaro con la stessa facilità con cui inviamo una foto su WhatsApp o Messenger. Essendo una moneta digitale non ha confini, ciò significa che si potranno mandare Diem all’amico in Spagna come riceverne dal parente che vive in Cile senza bisogno di passare da un conto corrente bancario ma semplicemente tramite un portafogli virtuale. In tempo reale e senza commissioni, o quantomeno più basse di quelle a cui siamo abituati, almeno stando a quanto è dato sapere finora.

A differenza dei Bitcoin, che è una criptovaluta altamente volatile, perché il suo prezzo può variare anche molto in pochissimo tempo (con aumenti o contrazioni di oltre il 30% del prezzo anche in intervalli molti brevi) e dove nessuna autorità interviene per mantenerne stabile il valore, Diem è una stablecoin ossia una moneta il cui valore è ancorato al dollaro. Varia il dollaro, varia Diem.

Chiaramente, il varo della moneta fa paura alle autorità di politica monetaria. Tanto è vero che tutti i Governi centrali stanno studiando il fenomeno per dettare una regolamentazione che tuteli gli utenti e anche se stessi.

Di sicuro c’è, che nel 2021, miliardi di utenti di Facebook e WhatsApp impareranno a utilizzare Diem. Apriranno i conti correnti sul digital wallet di Facebook e WhatsApp e riceveranno e invieranno pagamenti con Diem che girerà sulla blockchain, una tecnologia ormai ben collaudata, creata e gestita appositamente dall’associazione dei suoi membri fondatori. Sì perché se Facebook è il promotore e l’attore principale che sta portando avanti il progetto, l’impegno è di far gestire Diem da un’associazione di imprese costituita ad hoc che comprende diversi player lobbisti ancora in via di definizione.

Il primo rischio evidente di questa operazione è quello dell’accentramento di troppe attività e troppi dati nelle mani di poche aziende. Il social network gestirebbe una quantità impressionante di dati e la sua posizione di primo piano nella gestione di Diem andrebbe a creare una situazione inedita, quella di una moneta globale senza un controllo né una gestione da parte delle istituzioni monetarie. Negli ultimi anni Facebook è incappata in diversi comportamenti almeno poco trasparenti, il più famoso è lo scandalo di Cambridge Analytica, o situazioni in cui degli hacker hanno avuto accesso a dati di milioni di utenti (nome, telefono, mail, indirizzo, ultimi luoghi visitati etc) come successo nell’estate del 2018. Facebook ha cercato di rassicurare i possibili clienti di Diem creando un’altra azienda, chiamata Calibra e posseduta al 100% da Facebook. Sarà Calibra e non direttamente Facebook a entrare formalmente in Diem Association. Che questa distinzione formale sia sufficiente a rassicurare gli utenti e conquistarne la fiducia è una sfida aperta. Finché il modello organizzativo e quello di business di Diem Association non sarà chiaro in tutti i dettagli e validato sul mercato ci sarà sempre il dubbio che l’uso dei dati dei nostri pagamenti, magari insieme a quello dei social network e dei nostri spostamenti fisici, si riveli talmente utile per le aziende da diventare una fonte di profitto in sé. Una storia già sentita, no?

a cura di Olivia Mordenti
Freelance, curiosa di natura





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