Contro-informazione

Decreto Bollette, gli aiuti sono soprattutto per Eni

Un articolo cancellato dal testo del decreto bollette contro il rincaro prevedeva tasse extra sulle multinazionali

Eni
Nel primo trimestre del 2022 Eni ha quadruplicato l’utile, che ora è di 5,2 miliardi di euro.

Con il Decreto Bollette il governo ha approvato un pacchetto di misure che dovrebbero contenere il rincaro delle fatture per l’aumento dei prezzi dell’energia e la situazione geopolitica non esattamente a favore dello scambio equo di risorse.

Dal Decreto Bollette approvato in Gazzetta ufficiale, però, scompare un punto fondamentale che invece era presente nelle bozze circolate nei giorni precedenti: quello che imponeva una tassa extra alle multinazionali che importano gas in Italia a un prezzo notevolmente più basso di quello a cui poi lo vendono.

Secondo l’articolo poi cancellato, ci sarebbe stato un controllo sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello di approvvigionamento, sulla base di stime annuali per grandi volumi. Eni, in particolare, sarebbe stata colpita dal Decreto Bollette così com’era stato concepito: l’azienda si approvvigiona per più della metà del suo volume d’affari in Italia da Gazprom (Russia) e Sonatrach (Algeria), senza contare i recenti accordi stretti con aziende in Egitto, Congo e Qatar.

La tassa sarebbe stata del 10 per cento, ma comunque inaccettabile per Eni, che sui rapporti di approvvigionamento a lungo termine basa tutta la sua strategia. Non stupisce quindi che le poche righe di quell’articolo 5 siano sparite dal Decreto Bollette poi approvato, senza che venisse fornita alcuna spiegazione a riguardo. Una nuova mossa verso un bizzarro concetto di “sostenibile”, un po’ come la corsa alle trivelle per produrre energia “in casa”.

IL MOMENTO D’ORO DI ENI

Nel primo trimestre del 2022 Eni ha quadruplicato l’utile, che ora è di 5,2 miliardi di euro. Un dato inversamente proporzionale alla percentuale di famiglie italiane in condizioni di povertà energetica a causa del folle rincaro delle bollette. Si stima che il problema coinvolga il 10 per cento delle famiglie italiane, percentuale diversamente distribuita tra nord e sud, quest’ultimo più colpito.

Introducendo questo secondo Decreto Bollette il governo pre-crisi aveva assicurato che non ci sarebbero stati rincari e la situazione sarebbe rimasta stabile con un aumento dello 0,4 per cento in media per elettricità e nessun aumento per il gas. Senza queste misure, dice il governo, si sarebbe arrivati a un rincaro del 45 per cento per il gas e del 15 per cento per l’energia elettrica.

Un rincaro è comunque un rincaro, e la realtà della situazione è che un gran numero di persone trova difficoltà a poter pagare le bollette, con una situazione che si fa ancora più minacciosa per il futuro. Ma di certo, non per il futuro di Eni.

TG DV


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