Facciata_Palazzo_Montecitorio Parlamento
Si è appena concluso, dopo quasi 4 ore di discussione, la prima seduta sul progetto di legge sulla legalizzazione della cannabis alla Camera dei Deputati. È stato ufficializzato che il dibattito riprenderà a settembre per consentire l’analisi degli emendamenti presentati.

Assolutamente contraria al testo di legge la posizione espressa da Forza Italia, Area Popolare, Lega Nord e parte del Partito Democratico, a favore Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, parte del Pd e esponenti sparsi del gruppo Misto.

Per Forza Italia ha preso parola il parlamentare Carlo Sarro. Nel suo discorso Sarro ha motivato la contrarietà al testo del gruppo berlusconiano sostenendo che la legalizzazione non servirebbe a ridurre i guadagni delle mafie e metterebbe in pericolo la salute degli adolescenti. «Il No di Forza Italia – ha affermato – è unanime e non ideologico, così come altrettanto unanime è il nostro Sì a una nuova normativa volta a favorire il consumo della cannabis a scopi esclusivamente terapeutici».

L’immancabile Paola Binetti, già firmataria della gran parte degli emendamenti proibizionistici presentati in Commissione, ha preso parola per Area Popolare. La deputata alfaniana mette nel pentolone proibizionista del suo, interminabile, discorso cannabis, eroina, cocaina, lsd. Di tutto insomma. E per renderlo più convincente comincia a leggere racconti in prima persona di ex tossici. Un monologo di estrema disonestà intellettuale, in quanto mescola droghe differenti e riporta teorie smentite da ogni ricerca scientifica (come l’eterna leggenda della cannabis come droga di passaggio verso le sostanze pesanti), che non merita approfondimenti. Per quello che conta, nel merito, la Binetti ribadisce la scontata contrarietà del gruppo di Area Popolare alla proposta di legge.

La Binetti ha anche presentato una pregiudiziale di costituzionalità alla presidenza della Camera, chiedendo quindi di valutare se un’eventuale legalizzazione della cannabis non vada contro i principi della carta Costituzionale.

Ovviamente contraria anche la Lega Nord, in rappresentanza del cui gruppo parlamentare ha parlato il deputato Marco Rondin, il quale ha addirittura accusato i promotori della legge di voler minare alla base l’identità culturale della nazione: «un grande progetto antropologico di sabotaggio culturale che comprende anche le unioni civili e l’immigrazione».

Il Partito Democratico si è dimostrato irrimediabilmente spaccato sul tema. Con alcuni deputati, come Anna Margherita Miotto e Giovanni Burtone che hanno preso parola per rivelare la loro contrarietà al testo, ed altri, come Giuditta Pini e Andrea Romano, che sono intervenuti a favore. Nessuno di essi ha potuto parlare a nome del gruppo del Pd, ma esclusivamente a titolo personale, a riprova di come i Democratici si presenteranno in ordine sparso al momento del voto.

Daniele Farina è intervenuto per confermare il supporto di tutto il gruppo di Sinistra Italiana alla proposta di legge per la legalizzazione, e lo stesso ha fatto Vittorio Ferraresi per il Movimento 5 Stelle, il quale ha sottolineato come la legalizzazione vada pensata come una misura urgente per liberare i tribunali da migliaia di provvedimenti inutili e liberare risorse per contrastare i veri crimini.





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