Il voto previsto nell’ambito delle commissioni parlamentari sul ddl cannabis è slittato a mercoledì 26 luglio. A provocare la mancata votazione la presentazione da parte di Daniele Farina (Sinistra Italiana) di un nuovo testo di legge, che integra il tradizionale testo appoggiato dall’intergruppo per la legalizzazione con la proposta di legge sulla cannabis terapeutica presentata da Anna Margherita Miotto (Pd).

Le commissioni in questa seduta avrebbero dovuto votare quale testo inviare all’aula per l’esame in autunno. La proposta Miotto, appoggiata da Pd, Alternativa Popolare e parte del centro-destra intendeva applicare modifiche solo al testo sulla cannabis terapeutica, lasciando invariato lo stampo proibizionista della legge attuale su consumo, coltivazione e vendita di cannabis. La proposta Farina va vista quindi come un tentativo estremo – e per la verità con pochissime possibilità di successo – di fermare il piano della maggioranza.

«Tentiamo di mettere a nudo le contraddizioni esistenti nel Pd – dichiara a Dolce Vita Daniele Farina – per vedere se questa proposta può portare un sussulto nei tanti membri del partito di maggioranza che si erano espressi per la legalizzazione ma si sono poi eclissati, spesso non partecipando più alle riunioni di commissione, per non infrangere la linea impostagli dai vertici di partito».

La proposta Farina ha causato qualche mal di pancia nel Pd, che voleva chiudere la questione legalizzazione già oggi, e si è invece visto costretto a chiedere di rinviare la votazione alla prossima settimana, probabilmente allo scopo di utilizzare il tempo guadagnato per rinsaldare le proprie fila.

Si è opposto al rinvio della votazione il Movimento 5 Stelle così come la Lega Nord, mentre tutti gli altri gruppi parlamentari hanno votato a favore. «Si tratta solo di un’ennesima perdita di tempo – ha dichiarato Vittorio Ferraresi del M5S a Dolce Vita – la Miotto la conosciamo e ha già espresso più volta la sua indisponibilità a trattare, la prossima settimana comunque passerà la sua proposta, che ha ampi numeri. Da mesi si rinviano le votazioni, questo ennesima settimana persa non farà altro che diminuire i margini per presentare emendamenti migliorativi al testo e per portare la discussione finalmente alla Camera, di fronte ai cittadini, dove tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità».

La votazione di oggi sancisce dunque la spaccatura all’interno del fronte antiproibizionista parlamentare, con la separazione di fatto tra Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, che sul tema cannabis avevano sempre viaggiato in accordo, spesso firmando insieme le proposte di legge, essendo gli unici due partiti totalmente in favore della legalizzazione. I fini rimangono gli stessi, ma sulla strategia sono emerse le differenze.





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