Avete mai provato a comunicare con un sordo cieco? Io onestamente non saprei da che parte iniziare.

Nicholas Caporusso, giovane ingegnere informatico, ha voluto abbattere questo limite dei normodotati, adattando il linguaggio Malossi a una protesi smart collegata ad una applicazione.
Il Malossi è una forma di comunicazione non verbale che sfrutta la mano nella sua interezza come fosse una macchina da scrivere: a seconda della posizione e dal tipo di tocco che si utilizza si possono comporre parole e frasi.

Sulla base di questo metodo Nicholas ha saputo evolvere dbGLOVE, un dispositivo indossabile come fosse un guanto che vanta 15 sensori sulle falangi e 3 sul palmo. Premendo su di essi è possibile inviare messaggi alla applicazione presente su un qualsiasi dispositivo che provvede a tradurli in scrittura alfanumerica ed audio. E visto che la comunicazione non è tale se non è biunivoca dbGLOVE è in grado di decifrare in stimolazioni tattili attraverso 15 attuatori vibrotattili (come quelli del cellulare) restituendo all’utente sordo cieco la risposta del suo interlocutore.

L’idea è quella di poter abbattere la grande barriera dovuta all’ignoranza dei sistemi di comunicazione non verbali e non solo nel privato, ma anche in campo medico per esempio. Poter avere un confronto diretto con qualsiasi medico, senza bisogno di interpreti o dover rapportarsi esclusivamente coi medici che conoscono il linguaggio dei segni sarebbe un incredibile passo avanti verso l’indipendenza e un o stile di vita nettamente migliore.

Qui un video per meglio apprezzare questa stupenda invenzione.





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