Ormai, visti i successi planetari di alcuni di loro, lo stereotipo del dj è pari a quello delle rock star: belli, “dannati” e ricchi.

Ma a David Rodigan piace ribaltare le regole del gioco e negli anni lo abbiamo imparato seguendo le sue avventure musicali. Avendo avuto modo di lavorare con lui, spesso mi sono trovato di fronte allo stupore dei “non addetti ai lavori” che sentendo parlare dell’arrivo di un dj si trovano spiazzati di fronte a un distinto signore dai modi affabili.

Ed è proprio sui dettagli che si basa la storia di un mancato attore venuto dalle campagne londinesi. Anche chi non segue assiduamente il Reggae conosce, almeno per sommi capi, la storia del dj londinese che è riuscito a farsi amare dai giamaicani. Dj che è riuscito a connettersi con un popolo a volte meglio dei beniamini locali, e che nella Londra delle tensioni sociali ha scelto la strada più difficile da seguire: suonare la musica dei neri in radio. Musica all’epoca seguita solo da skin heads e pochi altri, musica di serie b se non peggio. Oggi alla soglia dei 65 anni David Rodigan, incoraggiato dai molti artisti incontrati lungo il suo cammino artistico e soprattutto da Damian Marley, figlio di uno dei suoi idoli di gioventù poi diventato suo amico, ha deciso di mettere nero su bianco la storia del suo viaggio musicale, che è inevitabilmente anche viaggio di vita e di cultura. Se come dicevamo poco sopra, Rodigan somiglia più a un impiegato di banca che a un dj, è con questo libro che ci mostra il suo tesoro. Un tesoro ricco di aneddoti e conoscenza, che, come per la maggior parte dei collezionisti di dischi e dj, nasce da una sana ossessione per la musica: non basta conoscere l’autore di un pezzo, ma anche i musicisti e la genesi.

Ed è così che tra una tappa e l’altra del lungo viaggio di Sir. David – ricordiamo che qualche hanno fa è stato insignito del titolo di “Member of the British Empire” – abbiamo anche il tempo di prendere qualche lezione sulla musica giamaicana quasi come durante i suoi dj set. Dagli inizi nelle radio locali all’approdo alla BBC, dal mitico clash radiofonico con Barry G e Lee “Scratch” Perry che, facendogli visita nel suo appartamento di South-London, gli decora casa con il pennarello.

Tra i vari progetti portati avanti da Rodigan penso che uno su tutti meriti un occhio di riguardo: parliamo della serie di interviste e live che ogni anno, insieme alla troupe di BBC 1Xtra vengono registrati in Giamaica. Una formula, quella del live in studio, molto semplice ma allo stesso tempo efficace per presentare sia nuovi talenti che vecchie glorie che spesso non vedono riconosciuto il loro fondamentale lavoro, soprattutto dalle nuove generazioni. Questo libro è il giusto completamento di una carriera votata all’amore per la musica e il lascito a chi vuole approcciarsi all’arte nel modo giusto.

 





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