È tutto pronto per il lancio della prima missione di The Ocean Cleanup. Il progetto di Boyan Slat per eliminare le microplastiche dagli oceani, di cui vi abbiamo già parlato qui, diventerà operativo sabato 8 settembre 2018 con destinazione Great Pacific Garbage Patch, la più grande delle cinque zone di accumulo di plastica in mare aperto negli oceani del mondo, un’area grande tre volte la Francia posizionata a metà strada tra Hawaii e California. Da questo link si potrà seguire la traiettoria dell’opera di ingegno che «Rimuoverà il 50% della Great Pacific Garbage Patch in soli cinque anni», parola di Boyan Slat.

Dopo sei anni di sviluppo, il primo sistema di pulizia passivo della storia per la rimozione su larga scala dei rifiuti plastici dagli ecosistemi marini – fino a 7.250.000 tonnellate di rifiuti in 5 anni – è realtà.

L’imponente barriera galleggiante a forma di U, sfruttando il flusso delle correnti, come una costa artificiale, concentrerà in un punto di raccolta i detriti incontrati, che una volta estratti saranno poi portati a terra da navi cargo per essere riciclati. In linea con l’ecosostenibilità del progetto, tutta l’elettronica, come sensori, telecamere, luci, moduli di navigazione e antenne satellitari, è alimentata da energia solare.

Con i proventi della vendita della plastica raccolta verranno realizzati altri sessanta impianti nel mondo. Tra le aziende interessate ad acquistare questi “rifiuti”, c’è l’olandese VolkerWessels che nei prossimi anni darà vita alla prima plastic road.

Il progetto è stato lanciato nel 2015 con l’obiettivo di realizzare a Rotterdam una copertura stradale composta al 100% di plastica riciclata. I vantaggi sono tanti: dall’aumento di sicurezza (niente voragini, ad esempio) a livelli di intervalli di manutenzione molto ampi. Le strutture modulari, inoltre, sono già dotate dello spazio necessario per il passaggio di cavi e tubazioni e per lo scorrimento dell’acqua piovana e quindi possono essere prefabbricate  e trasportate sul luogo di posa, riducendo i tempi di cantiere.

Una storia virtuosa di economia circolare di cui abbiamo bisogno.

 

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