RUBY:GLI ALTRI PROCESSI A CARICO DI BERLUSCONIRiusciva ad alleviare i dolori muscolari provocati dalla fibromialgia solo con la cannabis, per questo un giovane residente nel parmense aveva cominciato ad autoprodursi la propria cura in casa. Fino a quando non è stato scoperto dalle forze dell’ordine e portato d’innanzi al giudice. Di fronte al quale ha rivendicato la propria attività, dichiarando: “So che la marijuana non mi curerà dalla fibromialgia, ma mi permette di alleviare i dolori e di dormire. E se qualcosa mi fa stare meglio, lo faccio”.

CONDANNATO A QUATTRO MESI DI CARCERE.
L’avvocato difensore del giovane ha mostrato al giudice, Eliana Genovese del tribunale di Parma, i certificati medici che dimostravano come da tempo l’imputato soffrisse di una patologia, la fibromialgia, che comporta diffusi dolori cronici e rigidità muscolare, arrivando a provocare insonnia e depressione. Inoltre ha cercato di spiegare al magistrato come esistano ricerche che comprovino l’utilità della cannabis nella riduzione di tali dolori. Tuttavia ciò non è bastato a garantire l’assoluzione del giovane, il quale è stato condannato a quattro mesi di reclusione (sospesi grazie alla condizionale) e 600 euro di multa. Una pena abbastanza mite – il Pubblico Ministero aveva richiesto una condanna a tre anni di carcere e 9mila euro di multa – ma che conferma ancora una volta come sia necessario rivedere la legislazione nazionale e garantire un accesso alla cannabis terapeutica per tutti i pazienti che ne avrebbero diritto.

GARANTIRE IL DIRITTO ALLA CURA. La condanna è stata giustificata, infatti, dall’argomentazione secondo la quale “l’uso terapeutico di cannabis deve essere autorizzato dal Ministero e inserito in un programma clinico” e non può essere autoprescritto dal paziente. Ma probabilmente il giudice non si è documentato sulle difficoltà che incontrano i pazienti nel vedersi riconosciuto il diritto alla cura, come denunciato nei giorni scorsi da un’altra malata di fibromialgia che da mesi non riesce ad ottenere la prescrizione il trattamento a base di cannabinoidi. Mentre negli Usa un sondaggio dell’organizzazione no-profit National Pain Foundation condotto su oltre 1300 pazienti, suggerisce che la cannabis potrebbe funzionare meglio dei farmaci attualmente utilizzati nel trattamento della fibromialgia.

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