Secondo uno studio dell’istituto di ricerca Nielsen pubblicato dal Financial Time, la pandemia ha portato a un aumento del consumo di cibi vegetali come sostituti della carne. Il dato, secondo gli analisti, va legato alla diminuzione della capacità di produzione della carne dovuta al periodo di lockdown, ma anche alla maggiore consapevolezza dei consumatori sulle conseguenze per l’ambiente e la salute di ciò che mangiamo.

Per rispondere alle nuove esigenze e sensibilità di una fetta sempre più ampia di clienti, l’industria ha creato le fake meat, cioè prodotti realizzati con ingredienti vegetali ma che sembrano carne, come il Beyond Burger di Beyond Meat, l’Impossible Burger di Impossible Foods o il Sensational Burger di Garden Gourmet (Nestlé). Su questa scia si inserisce l’annuncio di Starbucks di introdurre nei suoi punti vendita e caffetterie, alcuni burger completamente vegetali, e di Findus che sta per lanciare anche in Italia una linea di prodotti a base di piselli – burger, polpette e salsicce.

Globalmente il mercato dei sostituti della carne vale 4,6 miliardi di dollari, ma è in continua crescita: si stima che entro quattro anni arriverà a oltre 6 miliardi di dollari e che il 39% del giro d’affari si concentrerà in Europa.





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