Sia per i coltivatori domestici sia per quelli commerciali, gestire lo spazio della propria growroom e massimizzare i rendimenti può essere un compito difficile. È un aspetto particolarmente marcato nelle aree urbane, dove la domanda d’affitto è elevata e anche i costi associati all’acquisto o alla costruzione di spazi interni per la coltivazione.

Per decenni, l’industria dell’orticoltura indoor ha cercato modi per sfruttare al meglio lo spazio interno per massimizzare i raccolti. Che si tratti delle gigantesche serre dell’Olanda, delle estese serre bivalenti del Canada o delle massicce attività commerciali di cannabis negli Stati Uniti, sono molti i coltivatori indoor che utilizzano metodi di crescita verticale, la cui popolarità è cresciuta negli ultimi anni.

I sistemi di crescita verticale non sono in genere sistemi fai-da-te. Piuttosto, i sistemi verticali disponibili in commercio sono acquistati dai negozi idroponici o dai distributori all’ingrosso e poi modificati in base alle esigenze e allo spazio specifici del coltivatore. Proprio come i tipici sistemi di coltivazione orizzontali o piani, i sistemi di crescita verticale possono essere utilizzati con quasi ogni tipo di tecnica di coltivazione indoor, dall’idroponica e dall’aeroponica ai metodi senza suolo. Quest’ultimo è l’esempio meno probabile per chi si appresta da poco alla coltivazione, tuttavia, dal momento che il peso dei terreni e il volume possono portare a una manutenzione costante, è un’opzione da tenere in considerazione.

Luce a tutto tondo
Nei tradizionali sistemi di coltivazione verticali le luci sono appese verticalmente, di solito sulle catene, con gli impianti posizionati attorno a loro in una disposizione cilindrica dal pavimento al soffitto. Il principale vantaggio di questo metodo è un uso migliore della luce, sia in termini di efficienza energetica sia di assorbimento. La rimozione dei riflettori crea un percorso diretto per l’energia della luce, o fotoni, dalla lampadina alle piante ed elimina la conversione della luce in calore che si verifica quando i fotoni rimbalzano sui riflettori o vengono assorbiti altrove e non dalle piante. Inoltre, quando la stringa verticale di luci in questi sistemi è adeguatamente raffreddata (tramite tubi di raffreddamento ad aria) le piante possono stare a una distanza minore dalle luci, aumentando così la resa.

Mentre la maggior parte dei sistemi di crescita verticale utilizza questa disposizione cilindrica per sfruttare al meglio il posizionamento della luce e l’assorbimento completo dello spettro UV, le alternative alla crescita dei cilindri stanno diventando sempre più popolari, soprattutto nelle coltivazioni di Canapa Sativa L. In mezza Europa i sistemi di scaffalature verticali vengono spesso utilizzati come opzione migliore per i commercianti di infiorescenze, che cercano sistemi di crescita leggeri e impilabili in grado di fornire acqua e sostanze nutritive alle piante in modo rapido ed efficace. Questi sistemi di crescita verticale imitano sistemi idrici orizzontali più piccoli che possono essere impilati uno sopra l’altro dal pavimento al soffitto con l’illuminazione richiesta collocata tra ciascun vassoio impilabile. Inoltre, alcuni produttori di coltivazioni verticali sostengono che questi impianti implementino lo sviluppo radicale fin dall’inizio, portando a maggiori rese. Tuttavia, mentre si trovano radici più sviluppate, significa anche che ogni pianta deve condividere il suo cibo e l’acqua – e potenziali parassiti e malattie – con le altre piante vicine.

Sistemi diversi con gli stessi risultati
I sistemi di crescita verticale funzionano allo stesso modo dei sistemi orizzontali, poiché i principi dell’orticoltura sono costanti. Piuttosto, è la logistica che cambia con l’impronta del sistema. L’ingombro ridotto, che può variare in dimensioni da 2 a 5 metri di diametro per unità cilindriche, consente di avere più spazio a disposizione in una singola stanza poiché tutta l’area è utilizzata, dal pavimento al soffitto.

Questo è il motivo per cui molti dei sistemi di crescita verticali dispiegano una forma cilindrica, in quanto consente di posizionare più piante in una singola stanza. E poiché non c’è spazio occupato per l’illuminazione, tutto lo spazio dal pavimento al soffitto è dedicato alla copertura delle piante. In sistemi cilindrici a torre, le piante sono collocate in contenitori di vasi retati tenuti in posizione da piani di plastica, inclinati leggermente verso il basso verso il canale di luce centrale. Dietro le file c’è una parete spessa che può contenere nebulizzatori o tubi di irrigazione per le linee di gocciolamento. Nella parte inferiore del sistema ci sono serbatoi più grandi per catturare il deflusso, proprio come in sistemi idroponici.

Sea Of Green
Oltre alle caratteristiche fisiche condivise dai sistemi di crescita verticale, utilizzano anche teorie e tecniche di coltivazione comuni. In quasi ogni sistema di crescita verticale, e specialmente in unità cilindriche, deve essere utilizzata una tecnica “sea of ​​green” (SOG). Le coltivazioni in SOG comprendono molte piante più piccole, piuttosto che meno piante più grandi. Questo stile di crescita è stato sviluppato principalmente per coltivatori indoor e in serra che hanno meno spazio per lavorare rispetto agli agricoltori esterni. In teoria, avere molte piante più piccole è un modo per mitigare i rendimenti minori quando non si coltivano piante enormi all’aperto che possono produrre diversi chili di cannabis ciascuna. Invece, i coltivatori indoor preferiscono di norma delle piante più piccole e dense che, una volta raccolte, possono effettivamente fruttare tanto o più di una coltivazione in outdoor (e con qualche raccolto in più all’anno).

Nelle coltivazioni SOG, le piante vengono coltivate partendo da seme o da talee e poi lasciate crescere per tutta la fase vegetativa fino all’arrivo della fioritura, mantenendo le dimensioni della pianta molto più piccole. Per indirizzare le piante, i coltivatori di cannabis mantengono le lunghezze degli internodi più corte, che è la distanza tra i rami sul gambo principale. Avere lunghezze di internodi più corte significa più ramificazioni, il che porta a più siti di fioritura per avere delle migliori rese.

Per fare questo, i coltivatori usano bulbi più incentrati sullo spettro blu, che aiuta le piante a sviluppare un buon palco fogliare e dei rami, mantenendo le piante tozze e cespugliose. Durante la fase iniziale di propagazione radicale e prima del trapianto in un sistema di crescita verticale, i coltivatori mantengono piante da vivaio sotto lampadine fluorescenti, che emettono luce dallo spettro blu. Queste lampade consumano anche meno energia e funzionano in modo estremamente freddo, consentendo alle piante di rimanere molto vicine alla fonte di luce evitando così che si allunghino in maniera spropositata. Una volta che le piante sono pronte a vegetare, i grower più esperti tendono a utilizzare i bulbi alogenuri metallici (MH) per la fase vegetativa. Le lampadine MH sono molto più pesanti nello spettro blu rispetto alle lampadine al sodio ad alta pressione (HPS) che vengono utilizzate durante il ciclo di fioritura.

Non per tutte le tasche
Un capitolo a parte sono i costi di questi impianti che si aggirano sempre su cifre a tre zeri, per piccoli allestimenti, certamente non alla portata di tutti. Di contro conoscere innumerevoli metodi di coltivazione è pur sempre un bene, che giova da incentivo all’apprendimento, la coltivazione verticale viene applicata alle latitudini più disparate del globo e per il sostentamento, alle volte di intere comunità. L’orticultura di frutta, verdura e ortaggi con sistemi sempre più innovativi e attenti al consumo del suolo rappresenta solo la punta dell’iceberg della sfida del nuovo millennio, sfamare una popolazione mondiale in costante crescita che sta letteralmente esaurendo lo spazio a disposizione per le riserve di cibo.

Non possiamo di certo continuare a reclamare terreno dalle foreste, dagli habitat incontaminati della giungla per poi trasformare in aridi deserti quelle che prima erano oasi di biodiversità.





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