Quando si coltiva cannabis a livello professionale di solito si parte coltivando talee ottenute da piante madri (ovvero per propagazione asessuata), che il grower seleziona e mantiene in stato vegetativo perenne in un’apposita stanza adibita a tale scopo. Coltivando le talee e non i semi si avrà una coltura omogenea di piante geneticamente identiche, un raccolto più produttivo e una qualità costante.

Quando invece si piantano più semi della stessa genetica, il raccolto sarà poco uniforme, le cime risulteranno diverse nell’aspetto, nel sapore o nel profumo. Ciò avviene perché ogni seme genera un fenotipo geneticamente unico che contiene tratti più o meno evidenti di entrambi i genitori.

In una coltivazione professionale quindi i semi vengono utilizzati per selezionare il fenotipo ideale che diventerà una madre utilizzabile per vari scopi e non per produrre fiori. La selezione fa parte del lavoro del breeder che ha come obiettivo quello di incrociare la coppia perfetta di genitori da impollinare al fine di produrre semi (riproduzione sessuata) e una volta ottenuti i semi, selezionare il fenotipo che risponde alle aspettative ricercate in ogni dettaglio. Quello sarà il suo clone élite, il fenotipo perfetto. Se il breeder è riuscito a ottenere un nuovo strain, con un profilo terpenico particolare o nuovo, una struttura stabile, un buon rapporto qualità/produttività, potrà commercializzarlo e sperare che diventi uno strain “famoso” e richiesto. Vedi per esempio negli ultimi anni strain come Zkittlez o Gelato che in pochissimo tempo sono diventati super richiesti nel mercato cannabico e conosciuti da tutti.

Se ogni seme è diverso dall’altro, come può un grower ottenere delle piante che rispecchino le caratteristiche genetiche originali dello strain che sta piantando?

Molto spesso l’unica possibilità è quella di ottenere una talea direttamente dalla pianta originale. Più facile a dirsi che a farsi. Reperire una talea direttamente dal breeder non è facile e in più, dato il lavoro che c’è dietro, i cloni a volte raggiungono prezzi esorbitanti. Non è facile, ma non è impossibile e infatti io stessa possiedo diversi cloni élite e la semplicità con cui oggi si riesce a scambiare informazioni e perché no, anche talee, rende il mondo abbastanza piccolo da poter coltivare fenotipi selezionati dall’altra parte del mondo.

La seconda possibilità è quella di comprare, se esistenti e commercializzati, direttamente dal breeder o dalla seedbank per cui lavora, i semi e iniziare la propria selezione del fenotipo che più si avvicina all’originale conosciuto e riconoscibile da tutti, quello ovvero che possiede le caratteristiche genetiche che lo hanno reso così ricercato. Non sempre esistono i semi della genetica originale che vorremmo. Un esempio per tutti? La Gelato del famoso breeder Sherbinski, di cui non esistono semi provenienti dall’originale, ma solo “imitazioni”, riproduzioni dell’incrocio originale commercializzate con lo stesso nome. Un po’ come provare a copiare la ricetta di una famosa bevanda e venderla con un nome uguale o leggermente diverso. A quel punto non resta che provare a ottenere un preziosissimo rametto originale e godere del lavoro svolto dal breeder nel crearlo, un lavoro da non sottovalutare assolutamente.

Per creare un nuovo strain o solo ricercare il fenotipo giusto bisogna avere una conoscenza e un’esperienza non indifferenti, in quanto la ricerca prevede che il breeder sappia riconoscere le caratteristiche giuste, il terpene, la struttura, la resina ecc., identificarle, esaltarle e intervenire là dove si fa la differenza, ovvero nei dettagli, quei dettagli che ci regalano ogni volta, davanti a ogni genetica, un’esperienza unica e irripetibile sotto vari aspetti.

Hilde Cinnamon
Grower residente a Barcellona. Ha un cultivo, un’associazione cannabica e una selezione di genetiche più che rispettabile. Instagram: @hilde.cinnamon





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