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Cosa succede nell’Islam: piccola guida alle differenze che dobbiamo imparare a conoscere

islam 2Di fronte alla violenza islamica la maggior parte di noi rimane attonita, si condannano i musulmani in blocco ma non si approfondisce il tema. Cercherò di spiegare quello che mi sembra di aver capito.

L’Islam ha da sempre due “schieramenti”: sunniti che sono la maggioranza (Arabia Saudita, Siria Giordania, Egitto) e sciiti (Iran, Iraq, Libano, Caucaso, Georgia, parte dell’Afghanistan e Turkmenistan). I sunniti riconoscono la legittimità dei primi Califfi, compagni di Maometto, nella diffusione del Corano. Gli sciiti invece credono che il successore di Maometto sia il genero Alì. Nel corso dei secoli gli sciiti sono stati una minoranza perseguitata, quando non confinata in aree impervie.

Negli ultimi decenni il confronto/scontro tra sunniti e sciiti (e direi Arabia-Iran) è stato profondamente segnato dalla rivoluzione iraniana, la quale ha espresso un originale regime, dove il ruolo primario dei capi religiosi è mitigato da elezioni democratiche. Il che lo differenzia da altri regimi autoritari della regione (Arabia saudita e i paesi del Golfo). L’Iran ha risvegliato l’orgoglio di altre comunità sciite in particolare in Iraq e in Libano. In questi due paesi gli sciiti rappresentano la maggioranza assoluta (Iraq) o relativa (Libano) della popolazione. Con l’aiuto politico e materiale dell’Iran le due comunità sciite hanno lottato con successo per arrivare al potere pur accettando in entrambi i paesi di partecipare al governo insieme a altre forze politiche e religiose.

I sunniti entrati in allarme e supportati da petrodollari Arabi e Usa in contrapposizione con gli sciti finanziati dalla Russia, hanno reagito col preciso intento di creare un Califfato in Siria che pur avendo da sempre una famiglia sciita al potere, è a maggioranza sunnita.

La primavera siriana vista come rivolta popolare al potere di Assad si è trasformata
dunque in un’occasione per l’Arabia Saudita di espandere il potere sunnita in un’area geografica a prevalenza sciita. Non dimentichiamo Israele e il suo potentissimo esercito, da sempre nemica dell’Iran.

Da questa violenza e dalla mancanza di un progetto politico che si confronti col mondo moderno, nasce il fondamentalismo, la chiusura e l’odio verso l’Occidente eretico. Apro parentesi per dire che molti musulmani ci vedono come i terroristi che hanno disseminato mine antiuomo in Afghanistan (molte delle quali,tra l’altro fabbricate nel Bresciano), lo sa bene Gino Strada che lì approntò addirittura una fabbrica di arti artificiali.

Mai come ora l’equilibrio delle sorti dell’area siriano-irachena è in mano degli Stati Uniti i cui governanti sanno bene quanto sia pericoloso continuare ad appoggiare gli Arabi sunniti i quali foraggiano col petrolio l’insana alleanza e ai quali l’America vende enormi quantità di armi, ma che fatica a dialogare con l’Iran il quale è nemico giurato di Israele che ha invece forti interessi economici in Usa. Una bella matassa da sbrogliare. Vedremo se Obama riuscirà a riscattare quel Nobel per la pace che fin ora non sembra essersi meritato.

L’Europa, disorientata e incapace di una politica estera comune, farebbe bene invece a non isolare l’islam moderato, a favorire l’integrazione dei musulmani, a costruire moschee dove il culto sia alla luce del sole, a non ghettizzare, onde evitare il fenomeno dei foreign fighters ossia di quei musulmani anche di seconda generazione che data la crisi economica e di valori, decidono di arruolarsi fra i terroristi dell’Isis per poi tornare, imbottiti di armi e di odio, a fare attentati come quello che abbiamo visto da poco in Francia.

La Siria è ad un passo da noi, non dimentichiamolo mai.





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