acquario idroponicoUn sistema idroponico casalingo semplice e d’effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo: facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l’occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario. Variando un po’ i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po’ di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass. La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca. Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell’apparato radicale. Impiegando un contenitore opaco, o oscurando tutta la vasca, si otterrà comunque un efficace idrosistema (deep water system) fai da te, ideale per crescere talee e piccole piante, paragonabile ad un floating system in miniatura. Bene, vediamo dunque cos’altro ci serve per realizzare il nostro sistema idroponico riciclato.

Innanzitutto del polistirolo, spesso abbastanza perché galleggi. Ne servirà un pezzo grande circa quanto la superficie della vasca. In questo polistirolo andranno praticati dei buchi dove inseriremo, a seconda dello spazio a disposizione, dei bicchieri di plastica a cui avremo forellato il fondo. In alternativa con pochi centesimi potete acquistare dei vasi di rete da idroponica. All’interno dei bicchieri/vasetti inseriremo un medium di coltivazione, come perlite o vermiculite. Ne basterà qualche manciata. Oltre a questo, serviranno una pompa per ossigenazione (probabilmente già presente nell’acquario), un misuratore del pH (anche questo spesso compreso nel set originario) e dei nutrienti specifici per idroponica. Come procedere nella costruzione del mio idrosistema deep water? Dunque per iniziare rifiliamo con un cutter o un coltello affilato il polistirolo perché sia della misura giusta per coprire la superficie dell’acquario. Poi prendiamo un bicchiere di plastica e utilizziamolo per tracciare dei cerchi sul polistirolo con un pennarello in corrispondenza dei buchi che sosterranno i nostri vasetti. Ora con la taglierina pratichiamo i fori, avendo cura di restare qualche millimetro all’interno della linea della circonferenza. Questo ci garantisce che i bicchieri saranno ben sorretti. Con un ferro da calze o un grosso ago facciamo dei forellini sul fondo dei bicchieri facendo attenzione a non romperli. La tecnica migliore è appoggiare il bicchiere su una superficie morbida ed utilizzare uno strumento molto appuntito.

coltura idroponica

Ora bisogna sistemare nell’acquario la pietra porosa che si trova alla fine del tubicino dell’ossigenatore. Attenzione: l’ossigenatore, o pompa ad aria, deve stare all’esterno della vasca, lontano dall’acqua.Bene, adesso si può aggiungere l’acqua coi nutrienti per idroponica, seguendo le dosi indicate in etichetta. In questa fase è meglio andare cauti con le dosi e non esagerare. Il sovradosaggio è decisamente più pericoloso di una temporanea deficienza di fertilizzante. E’ importante assicurarsi che la soluzione sia ben miscelata prima di misurare il pH ed eventualmente correggerlo.

Attaccato l’ossigenatore alla corrente si potrà verificare il flusso di ossigeno nell’acqua: questo aiuterà le radici a crescere sane e ad assorbire adeguatamente i nutrimenti. Ok, ora siamo in dirittura di arrivo: posizioniamo il polistirolo sulla superficie dell’acqua e i bicchieri nei fori. Un po’ di perlite nei bicchieri costituirà un ottimo substrato. Se dovesse sfuggire dai forellini praticati nei vasetti di plastica, potete mettere sul fondo un pezzetto di tessuto, meglio se un pezzo di collant o similare. Per quel che concerne la sostituzione della soluzione nutritiva potreste ovviamente monitorare l’EC, ma una volendo mantenere la manutenzione al minimo e il sistema il più semplice possibile potete adottare questa regola: quando metà dell’acqua è consumata sostituitela con acqua fresca, senza nutrienti. Quando ne manca di nuovo metà sostituitela tutta, con l’aggiunta questa volta dei fertilizzanti. E ora godetevi il vostro sistema idroponico fatto in casa e sbizzarritevi con le vostre piantine: una volta ben radicate le potrete trapiantare in terra o in un altro idrosistema, ottenendo talee o giovani piante sane tutto l’anno a costi contenutissimi.

 





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