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Il 14 settembre 2016 entrerà finalmente in vigore la nuova legge sulla donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici. Una legge che finalmente non divide ma unisce, destinata a cambiare le sorti di un Paese, in cui non mancano sempre più estese e inattese sacche di povertà. La legge è una vera e propria rivoluzione legittimata che mira a sradicare l’ormai inveterata abitudine allo spreco e a disciplinare i consumi nell’ottica della condivisione. Si tratta del del piacere del donare senza aspettarsi nulla in cambio, con il beneficio di allettanti sgravi fiscali soprattutto per i commercianti e i ristoratori.

La mole degli sprechi alimentari in Italia è veramente intollerabile e il triste spettacolo delle discariche inondate da rifiuti inguardabili di cibo è una realtà sotto gli occhi di tutti. La nuova legge ha un obiettivo importante da raggiungere: la riduzione degli sprechi non solo nella fase finale del consumo ma anche nei momenti apparentemente meno determinanti come la produzione, la trasformazione e la distribuzione.

Gli italiani non hanno dimenticato che cosa significhi donare in senso morale oltre che materiale e lo dimostrano proprio nei momenti di maggiore difficoltà infatti, nelle regioni sconvolte dal recente terremoto, oltre il tunnel delle macerie splende la rassicurante luce della solidarietà. Quello che spesso manca è l’organizzazione o, per meglio dire, la razionalizzazione delle risorse. A questo penserà la legge: gli operatori del settore alimentare potranno immettere, in un virtuoso circuito parallelo di distribuzione, le eccedenze ancora di buona qualità anche se vicine alla scadenza, senza più contribuire a incrementare giganteschi cumuli di rifiuti non ancora smaltiti. I prodotti già scaduti da tempo potranno essere utilizzati per il compostaggio.

La legge non si limita solo ad adottare misure per contrastare gli sprechi ma anche a perseguire l’ambizioso (e forse non più irraggiungibile) obiettivo di cambiare la mentalità delle persone, promuovendo campagne nazionali per focalizzare l’attenzione su temi come il diritto al cibo e le ripercussioni sull’ambiente del mancato smaltimento intelligente dei rifiuti.

Solidarietà e tutela ambientale sono le parole-chiave del nostro futuro e questa legge che ha suscitato un unanime coro di consensi, si rivelerà un importante strumento per sostenere gli indigenti e purificare l’ambiente, nella prospettiva di una catarsi collettiva delle coscienze. I comuni potranno gratificare anche in senso materiale chi dona, applicando una riduzione della Tari in proporzione a quanto donato. Non sprecare è ormai un imperativo categorico, oggi più che mai.





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